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ARGOMENTO: I medium e i loro fantasmi

I medium e i loro fantasmi 12 Anni 8 Mesi fa #1

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FONTE: FOXTV.IT

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«Vedo la gente morta»: così Haley Joel Osment comunicava a Bruce Willis la vera ragione delle sue paure ne Il sesto senso. Era il 1999, a scrivere e dirigere il film più discusso dell’anno c’era l’allora sconosciuto M. Night Shyamalan - che ci ha regalato alcuni dei film più interessanti dell’ultimo decennio - e il filone comunicazione-con-l’aldilà stava per conoscere una nuova, inarrestabile ondata di popolarità.

Il mondo del soprannaturale ha finito per conquistare molto presto anche il piccolo schermo, con il proliferare di serie incentrate sulle figure di medium e sensitivi. Dal Frank Black di Millennium agli agenti di Profiler – Intuizioni mortali (Il fantastico in tv), da Buffy ai fratelli Winchester di Supernatural, il mondo fantastico delle percezioni extrasensoriali, della comunicazione con l’aldilà e dei mostri ha esplorato ogni possibilità.

Cinema e tv (naturalmente, preceduti dalla letteratura) hanno dato vita ad ogni genere di fantasia. E per chi, come me, ha la tendenza a razionalizzare tutto, il fantastico ha un fascino irresistibile. Tutto ciò che riguarda mostri, spiriti, poteri soprannaturali, mondi fantasy o spaventosi ci conquista grazie ad una sola parola: possibilità. La possibilità che esista qualcosa che i nostri sensi non possono sempre percepire, o che solo alcuni di noi sono in grado di avvertire. Ed è qui che entra in gioco la figura del medium: cacciatori di mostri e coraggiosi (od improvvisati) supereroi lasciano il posto alla figura più “concreta” del sensitivo, e nello specifico del sensitivo in grado di comunicare con l’aldilà. Proprio come il piccolo Haley Joel Osment…

La figura del medium affascina e da sempre fa discutere perché si basa su personaggi reali, spesso realmente esistiti (come nel caso della Allison Dubois che ha ispirato Medium) e spesso realmente impegnati ad aiutare le autorità nella ricerca di persone scomparse, oppure impegnati nel tentativo di regalare la pace ad una schiera di anime inquiete. In tv sono diversi i personaggi di questo tipo. Non tutti, però, si servono degli stessi mezzi e non tutti affrontano il loro dono (o la loro maledizione: questione di punti di vista) allo stesso modo. Se Melinda Gordon e Allison Dubois hanno imparato a convivere nel migliore dei modi con i cari estinti che comunicano con loro, altri medium non sono stati così fortunati.

Penso ad esempio al personaggio di un’altra Alison, Alison Mundy, protagonista della serie inglese Afterlife. Alison è un personaggio tormentato, perseguitato dagli incubi, dalla paura, da apparizioni terrificanti e dolorose. Per anni cerca di sfuggire alle proprie capacità, ma alla fine si arrende: i fantasmi non la lasceranno mai in pace, così Alison fa quello che può per aiutarli. A costo della propria vita e a costo di farsi rinchiudere da chi non le crede (compreso, inizialmente, il professore universitario Robert Bridge, che ha deciso di studiare i suoi poteri per sbugiardarla… e finisce per farsi coinvolgere nelle sue incredibili avventure).

Anche Jess Mastriani, protagonista di Missing , deve affrontare lo scetticismo dei colleghi dell’FBI: quando viene assunta come consulente perché le informazioni che riceve in sogno le permettono di ritrovare persone scomparse, in molti la considerano un’indovina da strapazzo. Jess, invece, ha innegabilmente dei poteri importanti, la cui fonte è ancora più misteriosa di quella dei suoi “colleghi” medium televisivi: Jess non riceve indizi dall’aldilà, o almeno non sempre, perché spesso le persone che ritrova sono ancora vive…

Un mistero difficile da risolvere, come quello che accompagna le visioni di presente, passato e futuro di Johnny Smith, protagonista di Dead Zone, che dopo anni di coma si risveglia e scopre di possedere delle incredibili doti di veggenza. E che dire di Frank Taylor (un allora sconosciuto Matthew Fox), ex poliziotto che in Haunted – Fantasmi lavora come investigatore privato e si scopre in grado di comunicare con i morti al risveglio dal coma? Come in Medium e Ghost Whisperer (e in Tru Calling, in cui la comunicazione con l’aldilà è un tantino più complicata: Tru rivive le giornate quando un cadavere le chiede aiuto per… non diventare un cadavere), Afterlife, Dead Zone e Missing mettono a confronto naturale e soprannaturale.
Tutte queste serie “giocano” sul contrasto fra una realtà molto, molto terrena (figli, bollette da pagare, lavoro…) ed una più “spirituale”, magica, misteriosa.

La figura del medium in tv ha fatto di questa doppia dimensione di riferimento uno dei suoi punti di forza. Perché, che le informazioni vengano dal regno dei morti, da “zone assopite” del cervello o da forze incomprensibili, quel che è certo è che sempre, in ogni caso, queste informazioni devono scontrarsi con la realtà. Per scoprire se un po’ di fede – nell’aldilà, nelle persone, nell’altruismo – è sufficiente a far sì che i medium vengano ascoltati…
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