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ARGOMENTO: l'io e l'IO

l'io e l'IO 3 Anni 2 Mesi fa #1

  • alceste
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Intraprendiamo un sentiero spirituale proprio per mettere fine alla strana tirannia dell’io. Ma le sue risorse sono infinite, e in ogni momento può sabotare e sviare il desiderio di liberarcene. La verità è semplice e gli insegnamenti sono chiarissimi. Ma quante volte ho visto, con grande tristezza, che appena ci toccano e ci stimolano l’io interviene a complicarli perché sa che lo minacciano.

All’inizio, quando il sentiero spirituale e le sue possibilità ci affascinano, l’io può addirittura incoraggiarci, dicendo: “Questo è davvero magnifico! La cosa giusta per te. È un insegnamento perfettamente ragionevole”.

Quando decidiamo di incominciare una pratica di meditazione o di partecipare a un ritiro, sempre l’io mormora: “Splendida idea! Vengo con te, così entrambi potremo imparare qualcosa”. Per tutta la luna di miele del nostro sviluppo spirituale l’io continua a incalzarci: “È bellissimo, sbalorditivo, stimolante…”.

Poi, quando arriviamo a quella che chiamo la ‘piatta quotidianità’ del sentiero spirituale, e quando gli insegnamenti cominciano a toccarci in profondità, siamo messi inevitabilmente a faccia a faccia con noi stessi. L’io viene svelato, punto sul vivo, e iniziano i problemi. È come se avessimo di fronte uno specchio da cui non possiamo distogliere lo sguardo. Lo specchio è perfettamente pulito, ma dentro c’è una brutta faccia che

ci guarda in cagnesco. È la nostra. Ci ribelliamo, perché ciò che vediamo non ci piace. Possiamo prendere rabbiosamente a pugni lo specchio e fracassarlo, con l’unico risultato che si frantumerà in centinaia di brutte facce identiche che continueranno a fissarci.

È il momento della rabbia, dell’amara protesta. Ma… dov’è il nostro io? Devotamente accanto a noi, per incitarci: “Hai perfettamente ragione. Tutto questo è una vergogna insopportabile. Non puoi tollerarlo”. Mentre gli diamo ascolto, affascinati, l’io lavora a fabbricare ogni sorta di dubbi e di emozioni folli, gettando altra legna sul fuoco: “Adesso ti rendi conto che non era l’insegnamento giusto per te? Quante volte te l’ho detto! Non vedi che non può essere questo il tuo maestro? Sei un occidentale intelligente, moderno e sofisticato, e tutti questi esotismi… zen, sufismo, meditazione, Buddhismo tibetano… appartengono alle culture orientali estranee. Quale bene potresti ricavare da una filosofia escogitata sull’Himalaya più di mille anni fa?”.

Mentre l’io ci guarda giulivo, restiamo sempre più invischiati nella sua rete. Imputerà il dolore, il senso di solitudine e le difficoltà che incontriamo nel processo di autoconoscenza all’insegnamento e persino all’insegnante: “Questi guru non si curano minimamente di come stai. Vogliono solo sfruttarti. Usano le parole ‘compassione’ e ‘devozione’ solo per averti in loro potere”.

L’io è talmente astuto da rigirare gli insegnamenti per i suoi scopi. Si dice infatti che il diavolo cita le scritture a suo solo vantaggio. La sua ultima arma è puntare ipocritamente il dito contro il maestro e i discepoli, dicendo: “Nessuno lì dentro vive secondo gli insegnamenti!”. Si erge a virtuoso giudice della condotta altrui: la posizione più scaltra per minare la fede, per erodere ogni devozione, ogni impegno al cambiamento spirituale.

Ma, per quanto l’io cerchi di sabotare il cammino spirituale, se continuate a seguirlo e vi impegnate profondamente nella pratica della meditazione, incomincerete pian piano a capire quanto siete stati ingannati dalle sue promesse, che sono false speranze e false paure. Pian piano incominciate a capire che la speranza e la paura sono nemici della pace mentale. Le speranze ingannano, lasciandovi vuoti e delusi. Le paure vi paralizzano nella stretta cella della vostra falsa identità. Inoltre, cominciate a vedere com’era totale il controllo dell’io sulla mente e, nello spazio di libertà spalancato dalla meditazione, quando siete momentaneamente liberi dall’attaccamento, avete un barlume della tonificante spaziosità della vostra vera natura. Capite che per anni l’io, come un pazzo artista della truffa, vi ha imbrogliato con piani, programmi e promesse irreali che vi hanno portato soltanto alla bancarotta interiore. Quando, nell’equanimità della meditazione, vedete tutto ciò senza atteggiamenti consolatori e senza desiderio di nascondere quello che avete scoperto, tutti i piani e gli stratagemmi diventano vuoti e incominciano a sgretolarsi.

Non è un processo soltanto distruttivo. Accanto alla comprensione netta, e a volte dolorosa, della fraudolenza e della virtuale criminalità dell’io, nostro e di tutti, cresce un senso di espansione interiore, la conoscenza diretta dell’assenza di io e dell’interdipendenza di tutte le cose, con in più quell’umore vivace e generoso che è il marchio di fabbrica della libertà.

Avendo imparato, attraverso la disciplina, a semplificare la vita, riducendo così le possibilità dell’io di sedurvi; avendo praticato la consapevolezza della meditazione, allentando così la presa dell’aggressività, dell’attaccamento e della negatività, la saggezza della comprensione intuitiva può sorgere pian piano. Nella chiarità della sua luce che illumina tutto, questa comprensione rapida e diretta vi rivela, direttamente e distintamente, sia i più sottili processi mentali sia la natura della realtà.

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