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ARGOMENTO: [Telescrittura] Giggetto de Porta Portese - Sulla reicarnazione

Giggetto de Porta Portese - Sulla reicarnazione - 6 Anni 10 Mesi fa #1

  • roberto7101
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Giggetto è il classico esempio di vita tribolata. Nasce a Roma qualche anno dopo la fine della prima guerra mondiale, trascorre la sua gioventù facendo strage di cuori fra le ragazze dell'epoca, finché un giorno incontra Gina, che non si lascerà incantare dalla sua faccia tosta, infatti, non gli permetterà mai di "andare oltre" prima del matrimonio, e così di lì a poco, diventerà sua moglie e gli donerà due figli.

Maestro nell'arte di arrangiarsi fin da ragazzo, dato che a quei tempi la vita offriva veramente poco, Giggetto ha fatto i più svariati mestieri (come egli stesso ci racconterà), dal venditore di santini e statuette sacre nei pressi di San Pietro, all'accompagnatore dei soldati americani alle case di tolleranza, etc. ma quello al quale è rimasto più affezionato, è stato il banchetto di cose usate a Porta Portese; da qui il titolo del libro.

Mangiapreti per eccellenza, non ha mai potuto soffrire l'abito talare, sia che ad indossarlo fosse un prete o una suora, e nel suo libro ce ne spiega anche il motivo.

Muore d'infarto a poco più di sessant'anni, appena in tempo per vedere la "sua" Roma vincere il secondo scudetto della sua storia; romanista sfegatato (da qui l'immagine sulla copertina), s'inventava di tutto pur di andare a vedere la partita della squadra del cuore.

È venuto a noi esprimendosi sempre in versi, poesie in romanesco dalla metrica un po' traballante, tranne in qualche circostanza dove si è manifestato tramite trance da incorporazione e in un paio di scritture in prosa, raccontandoci di una sua vita precedente dove aveva rivestito i panni di un Alto Prelato di cui però se ne vergognava molto.

Ma la particolarità che più ci ha colpito, si è verificata quando, dopo averci salutati perché prossimo a reincarnarsi, passato non molto tempo, è tornato descrivendoci la sua nuova vita, questa volta nei panni di uno zingarello; ancora una vita tribolata...

Questa particolarità apre una nuova finestra sulla vita nell'Oltre, e cioè dimostra come un'entità appena reincarnata possa presentarsi in una seduta rivestendo ancora i panni del personaggio precedente; ritengo possa essere un valido argomento di studio...
I suoi versi, sono quasi sempre divertenti, anche se a volte riescono a commuovere, ma non mancano mai della componente fondamentale per la quale ci vengono trasmessi: l'insegnamento.

Ed è proprio dalla poesia intitolata Addio! (e da quella immediatamente successiva pervenutaci dopo pochissimo tempo) che voglio iniziare a far conoscere Giggetto

Buona lettura :study:

Roberto

Addio...!

Ve vedo tutti morto interessati
da la saggezza de Grande Maestro! ** (Giggetto si riferisce a Sante, un'altra Entità che interveniva tramite Teresa)
Li scritti mia, lo so, v'avean stufati
e scusate, si m'è sartato l'estro

de mannavve, mo, l'urtima mi' rima,
ma, arivato quasi pe' rinasce
vorebbe ariccontavve quanto prima
de nova mamma, che già cuce fasce!

Nun volevo (e bene lo sapete...)
d'esse 'n'artra vorta un disgraziato,
e ciò penzato morto, nun credete?
Ché, rabbia, ancor, ciò de l'affamato!

Cossì, ho provato a... invojà Signora
p'entra' drento 'na casa granne e bella
ma, quell'arpìa, m'ha gittato fora
(c'entrasse ancora la famosa jella?)

'N'artro tentativo, mejo m'è annato:
ciavrò 'na mamma come che ciavevo
che, dopo che m'aveva ben menato
facennome strilla' più che potevo

m'accarezzava tutto, dorcemente
lisciannome la testa co' l'Amore
dicenno: "Guarda qua, 'sto delinquente
che sta dietro le sbare der mi' còre..."

'Sta vorta, avrò 'na mamma commediante
(ma da teatri de periferia...)
però, er talento nun è più importante
ché già sento d'amalla, mamma mia!

Più nun me frega de torna' poraccio
magara co' un cassetto, come letto,
me stuzzica penza' de fa' er pajaccio
o, quarche vorta, recita'... l'Amleto!

Passato non molto tempo, eccolo che torna a manifestarsi di nuovo...

Nun dite gnente

S'è parlato tanto tanto
pe' le rime che v'ho detto
no pe' famme un certo vanto
e né parlo pe' dispetto,

perciò, mo, nun dite gnente
de 'ste pore rime nove,
nun lo dite a "quella gente"
sempre a caccia de... riprove!

Mo so' callo, so' ne' letto,
più nun ciò penzieri e pene,
ma so sempre quer Giggetto
che ve vole... un sacco bene.

NB: Questo è il primo caso in cui ho sentito parlare di un'Entità reincarnatasi da poco, che si ripresenta sotto le vesti del Personaggio facente parte della sua precedente incarnazione.

La cosa del percorso spirituale che ho imparato in fretta, è stata proprio quella di non cristallizzarsi su quanto finora conosciuto attraverso studio e ricerca, ma di rimanere sempre aperto al nuovo; quel nuovo che puntualmente arriverà non appena saremo pronti ad accettarlo.

Roberto
Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.
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Giggetto de Porta Portese - Sulla reicarnazione - 6 Anni 10 Mesi fa #2

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è proprio simpatico giggetto ed è anche molto dolce! lo "incontrate" ancora nelle sedute che fate?
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Giggetto de Porta Portese - Sulla reicarnazione - 6 Anni 10 Mesi fa #3

  • roberto7101
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Ciò che fa più tenerezza è la semplicità di esposizione.

Purtroppo no! Da quando la nostra Teresa ci ha lasciati, le entità che intervenivano tramite lei, non sono più venute. Con altri medium che ho avuto con me, sono intervenute entità che hnno portato gli altri insegnamenti che continuo e contimuerò a postare, ma quelle di Teresa, no. Mi preoccuperei non poco se così non fosse...

Questa è una cosa più che normale nei cerchi medianici, il tutto risponde fedelmente alla Legge di Affinità: Ogni simile attrae il proprio simile! Infatti, mai un medium di bassa moralità, potente che sia, incorporerà entità elevate; da questo le comunicazioni farneticanti, gli insegnamenti che parlano di gnomi, elfi e altre scemenze del genere che si leggono in giro!

Meditate gente, meditate!
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