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ARGOMENTO: [Telescrittura] A spasso nel Piano Akasico - Apollonio di Thiana

A spasso nel Piano Akasico - Apollonio di Thiana 7 Anni 7 Mesi fa #1

  • roberto7101
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Nella dimensione del non-tempo, è possibile rivedere epoche antiche e conoscere grandi personaggi del passato.
Tommaso si è trasportato nell'antica Grecia.
Seguite questo racconto, come sempre contiene l'insegnamento.

Apollonio di Thiana


Nella mia ultima trasposizione nella dimensione Mnemonica, ho avvertito l'intenso desiderio di conoscere Apollonio di Thiana e quindi ho potuto vivere un'interessantissima esperienza in uno dei templi di Asclepio, quello sito in Atene. È bastato infatti che desiderassi questo, per immergermi istantaneamente in una realtà remota, ma che ho percepito tanto concreta e coinvolgente, come fossi ancora nella carne e ne facessi parte, al punto da udire distintamente il fruscio dei miei calzari sull'erta sassosa e assai ripida che portava al tempio. La sua struttura mi è sembrata imponente: era sviluppato soprattutto in lunghezza, in grandi blocchi di granito appena venato di rosa, e centralmente ospitava una maestosa fontana, la cui acqua copiosa andava a riversarsi in gran parte dentro un pozzo profondissimo, attorno al quale si assiepava gente di ogni genere, per gettarvi le testimonianze cruenti dei loro sacrifici, rappresentati (ahimé!) da residui di animali di ogni razza (ho udito però, sussurrarmi che taluni sacrificavano anche i vecchi servi o qualche schiavo ritenuto scomodo...) e, comprovato il sacrificio, la folla passava alla fontana, procedendo nel rituale con accurate e ripetute abluzioni...
Lato a lato del tempio, scavate nella roccia viva, erano allineate delle celle rotonde, a mo' di colombaie. Incuriosito, mi sono avvicinato a quei pertugi, scoprendo che si trattava di piccolissimi vani ciechi, ove gli infermi si isolavano per la purificazione, altro rito sacrale che serviva a preparare degnamente gli ospiti, fisicamente e spiritualmente, all'incontro con le Pizie e all'accoglimento dei loro oracoli, ritenuti sempre infallibili! Tale preparazione era costituita da un insieme di pratiche, irrinunciabili ed alternate, di lunghe meditazioni, di gelidi lavacri, di rigorosi digiuni, e poteva protrarsi per parecchi giorni, secondo la gravità del caso, poiché la filosofia operante si basava sulla proiezione dell'elemento spirito sull'elemento corpo; sulla stretta e talvolta fatale dipendenza dell'uno dall'altro e, a rifletterci bene, sia pure infarciti da tante nozioni della medicina contemporanea, è il caso di ammettere che gli scienziati dell'antichità avevano intuito, con millenni di anticipo, la realtà delle malattie psicosomatiche! Purificare contemporaneamente spirito e materia, significava quindi tentare di armonizzare, di equilibrare i due elementi, rafforzandoli e riducendone la potenzialità di influenzarsi negativamente a vicenda.
Nell'epoca in cui mi sono trovato, al tempio (oltre ai medici e agli addetti inferiori) operavano alcune Pizie o Veggenti, creature misteriose, che nessuno poteva conoscere o avvicinare, se non quando veniva introdotto nel grande antro degli oracoli, ma, anche allora, era un contatto per modo di dire, perché la veggente era alquanto distaccata dal consultante: irrigidita, sopra una specie di trono, come in stato di catalessi, era completamente protetta da ogni occhio indiscreto da un fitto paludamento di veli sovrapposti. Il primo velo era tutto nero e a mano a mano che ella proseguiva nell'oracolo, con gesto automatico, lasciava cadere un velo... e ogni velo diventava più chiaro e ancora più chiaro, finché l'ultimo appariva candidissimo, ma quello non cadeva mai! Secondo gli insegnamenti che ne ho tratto, quel rito simboleggiava il cammino dell'uomo verso la Conoscenza, ma era un monito rivolto a chi pretendeva di conoscere il Tutto, poiché non c'è verità che l'uomo possa sapere, oltre l'ultimo velo!
Al termine della mia esplorazione nei vari antri delle profezie, spinto da una crescente curiosità, mi sono addentrato nel tempio, convinto di ammirare chissà quali grandiose opere d'arte, ma sono stato colto da delusione davanti al prospetto di vastissimi ambienti tutti attigui, uguali, desolatamente asettici, lungo le pareti dei quali, su scranni di marmo, sedevano i medici, che, ascoltati i vari oracoli (che sostanzialmente erano vere diagnosi, dettate in stato di trance) scrivevano qualcosa sopra piccole tavole di pietra. Cosa stava a significare? Sul momento, confesso che non riuscivo a comprendere, o meglio, che ho stentato a credere: possibile che quei medici fossero proprio intenti a compilare le ricette? Mi è venuto da ridere al pensarlo, ma, anche se non mi crederai, ti assicuro che proprio si trattava di vere ricette, conformi alle diagnosi ricevute dalla trance delle veggenti. (Qualcuno ora mi sta informando che numerose ricette, del tempo e di quel tipo sono state rinvenute in seguito a scavi archeologici effettuati in Grecia).
Comunque, è stata proprio l'idea delle ricette a ripropormi di colpo il desiderio di conoscere personalmente Apollonio; ricordi quanto ne parlavamo, dopo ogni sua manifestazione nelle nostre sedute? Lo immaginavamo canuto, ascetico, con una grande barba liscia e fluente... non era affatto così, cara Teresa! Voce stentorea a parte, non era ancora canuto del tutto, aveva una barba folta e ricciuta ed il colorito leggermente scuro, bronzeo, del mediorientale e non era affatto quel mostro di severità che credevamo. Ci siamo riconosciuti immediatamente ed abbiamo dialogato in allegria, come vecchi, buoni amici.
Adesso non hai più bisogno delle mie prescrizioni... mi ha detto, in tono di celia. A me, tu non hai mai prescritto niente di niente... – gli ho risposto – le ricette erano per Teresa e per Karin.
Già, sapevo che in fondo, non avevi bisogno d'illuderti di ottenere una proroga dall'infuso di rosmarino o dallo sciroppo di mirtilli o di aglio.
Neanche Karin, però, l'ha ottenuta, malgrado i decotti...
La faccenda era diversa. Se avesse dato ascolto alle mie prescrizioni, che, più delle erbe, si basavano sull'esortazione a troncare l'orribile vizio che sai, ora sarebbe ancora accanto alla sua Claudia. È stata... sì, è stata una scelta consapevole. È stata una forma di suicidio e niente io potevo fare di più...
Credo, Teresa mia, che tu abbia piacere nel conoscere le sue esatte parole (hai tanto amato quest'alta entità) ma mi è permesso di riferirti anche ciò che mi ha detto a tuo riguardo, ed è stata una rivelazione che non mi ha colto di sorpresa, poiché già altri me ne avevano parlato.
Fra una emigrazione e l'altra, in un periodo in cui aveva professato, appunto, nel tempio di Asclepio, Apollonio mi ha detto di averti conosciuta molto bene, poiché esercitavi nel tempio la mansione di veggente. Eri dotata di grandi facoltà, che, purtroppo, hai via via perduto in esistenze successive, ma che, forse, riacquisterai in altre a divenire. Mi hanno concesso di rivelarti ciò, per rasserenarti, per trasmetterti la convinzione dell'autenticità di tante cose che ti sono accadute e che hai prodotto, e delle tante che ancora ti accadranno e che ancora produrrai. Stai di buon animo! Nonostante le tue pecche, le tue debolezze umane, i tuoi errori, sei una creatura onesta e, talvolta, addirittura "spiacevolmente e inopportunamente sincera e istintiva". Questo è il difetto che devi sforzarti di correggere, tenendo sempre presente che non è lecito ferire gli altri e acuirne la suscettibilità, nel nome della sincerità a tutti i costi! Quest'ultima parte del discorso di oggi, Teresa mia dolcissima, non è soltanto per te... ma per tutti coloro che leggeranno, poiché l'essere umano è affetto dalle stesse debolezze caratteriali, nascendo sempre IMPERFETTO. IMPERFETTO, sì, ma PERFETTIBILE! Ricordatelo!

Tommaso
Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.
Charlie Chaplin
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A spasso nel Piano Akasico - Apollonio di Thiana 7 Anni 7 Mesi fa #2

  • Franzisca90
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interessante questo passaggio! ma nella dimensione del non-tempo ci si va solo quando si è morti, oppure ci si arriva anche in trance? grazie roberto, è sempre bello
leggere gli insegnamenti di tommaso!
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A spasso nel Piano Akasico - Apollonio di Thiana 7 Anni 7 Mesi fa #3

  • roberto7101
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Stiamo parlando di un Maestro, il mio primo vero Maestro!
La dimensione del non-tempo, è praticamente tutta l'altra dimensione, e ovviamente ci si va solo "dopo", anche se, in alcuni casi, e solo ad entità incarnate già molto avanti con il livello evoltivo, può verificarsi che gli venga concesso il permesso di visionare alcuni frammenti nel piano akasico, però soltanto per ciò che riguarda accadimenti trascorsi,e mai del divenire.
A Teresa è capitato più volte, penso che a breve posterò il messaggio dove Tommaso l'ha accompagnata nel periodo delle Foibe!
Comunque grazie per la considerazione che state dando a questi messaggi.

Roberto
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