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ARGOMENTO: Ritorno dall aldilà??

Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 2 Settimane fa #1

  • Robert
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Salve a tutti è da qualche giorno che sono iscritto qui mi è venuto in mente di parlare di una cosa successa circa 2 mesetti fa a mio padre per avere magari altri riscontri o anche solo per parlarne.
Mio padre purtroppo non sta tanto bene ha problemi di cuore e ha un defibrillatore collegato che ogni tanto va in funzione. Ora è più di 3 anni che ha questo macchinario. In 3 anni sarà partito 3 volte scaricando il 3% della batteria. Ora non mi va di spiegare tutti i particolari.. Comunque dopo un intenso sforzo inizia a sentirsi male e il macchinario inizia a partire per ben 34 volte di seguito cosa scientificamente impossibile perché quel macchinario a detta dei medici dopo un tot di volte non doveva più ripartire e dichiarare il decesso. Ma il macchinario ha continuato a ripartire avviando il cuore per 34 volte. Questo defibrillatore in pratica rilascia ogni tracciato stampabile poi con tutte le scariche che ha dato e per quante volte il cuore si è fermato, in una delle 34 volte si era fermato per 35 secondi, (in pratica morto per 35 secondi) mio padre appena si è ripreso fortunatamente, ci ha raccontato quello che ha visto e ci ha detto "sono morto e sono ritornato" dicendo di aver visto tante persone messe in ginocchio con le mani coprendo il volto messe a forma di ferro di cavallo e qualcuno che gli diceva "vai via, vattene via" e subito dopo si è risvegliato. Eh niente ho sentito anche di altri fatti di altre persone anche se diversi. Non so neanche io cosa domandare dopo tutto quello che ho scritto aspetto varie risposte magari come la pensiate sull aldilà o altro se avete avuto fatti simili o racconti simili :) grazie Dell attenzione
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 2 Settimane fa #2

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Ciao Robert
Mi spiace per quel accade a tuo padre...Conosco bene il problema e le difficoltà che deve affrontare...

Racconti di esperienze ultraterrene hanno apparentemente sempre fatto parte delle culture umane, ma le NDE in quanto tali arrivarono all’attenzione pubblica più ampia per la prima volta nel 1975 attraverso il famoso libro “Life After Life” dello psichiatra e filosofo americano Raymond Moody. Presentò oltre 100 casi di persone che avevano sperimentato esperienze mentali vivide e lucide in punto di morte o durante la “morte clinica” e che successivamente si erano riprese per raccontare la storia. Le loro esperienze erano incredibilmente simili, e Moody coniò l’espressione NDE per riferirsi a questo fenomeno. Il libro fu popolare e controverso, e la ricerca scientifica delle NDE ebbe inizio subito dopo la sua pubblicazione con la fondazione, nel 1978, della International Association for Near Death Studies – IANDS (associazione internazionale studi pre-morte) – la prima organizzazione al mondo dedicata allo studio scientifico delle NDE e del loro rapporto con la mente e la coscienza.

Le NDE sono le esperienze vivide, lucide, realistiche, che il più delle volte cambiano in modo profondo la vita di uomini, donne e bambini che sono stati fisiologicamente o psicologicamente in punto di morte. Possono essere provocate da arresto cardiaco e coma da danno cerebrale, intossicazione o asfissia. Possono verificarsi anche in seguito ad eventi quali la folgorazione, complicazioni da intervento chirurgico, o gravi emorragie durante o post parto. Possono verificarsi anche come conseguenza di incidenti o malattie in cui gli individui hanno reale paura di morire. Indagini condotte negli Stati Uniti e in Germania indicano che circa il 4,2 percento della popolazione ha dichiarato di aver vissuto una NDE. E’ stato inoltre stimato che negli ultimi 50 anni oltre 25 milioni di individui in tutto il mondo hanno vissuto una NDE.

Le NDE vengono vissute da persone di ogni ceto e pensiero. Gli studi indicano che le NDE non sono influenzate da sesso, razza, status socio-economico, o livello d’istruzione. Anche se le NDE sono a volte presentate come esperienze religiose, pare siano questione di percezione individuale. Inoltre, i ricercatori non hanno trovato alcuna relazione tra religione e NDE. Cioè, non aveva nessuna importanza che le persone reclutate per quegli studi fossero cattoliche, protestanti, musulmane, induiste, ebree, buddiste, atee o agnostiche.

Anche se i dettagli possono variare, le NDE sono caratterizzate da un certo tipo di caratteristiche principali. Probabilmente la più intensa è l’O.O.B.E.: la sensazione di avere lasciato il proprio corpo e di guardare ciò che accade attorno al proprio corpo o, a volte, in qualche luogo fisicamente distante. Durante le esperienze extracorporee (O.O.B.E.), coloro che sperimentano la NDE sono spesso sorpresi di scoprire che hanno conservato la consapevolezza, la percezione, il pensiero lucido, la memoria, le emozioni, e il senso di identità individuale. Anzi, questi processi sono intensificati: il pensiero è vivido e lucido, l’udito è acuto, e la visione può estendersi a 360 gradi. Quelli che hanno vissuto la pre-morte affermano che, senza il corpo fisico, sono in grado di penetrare attraverso i muri e le porte e proiettare se stessi ovunque vogliano. Spesso segnalano la capacità di leggere il pensiero degli altri.

Gli effetti delle NDE sono intensi, travolgenti e reali. Una serie di studi condotti negli Stati Uniti, nei Paesi dell’Europa occidentale e in Australia ha dimostrato che la maggior parte dei ritornati sono profondamente e positivamente trasformati dall’esperienza. Una donna dice: “Sono totalmente cambiata dopo l’incidente. Un’altra persona, a detta di chi mi viveva accanto. Sono felice, rido, apprezzo le piccole cose, scherzo, sorrido molto, sono diventata amica di tutti … così totalmente diversa da come ero prima”.

Per quanto diverse fossero le loro personalità prima della NDE, quelli che l’hanno vissuta tendono a condividere un profilo psicologico simile dopo averla avuta. In effetti, le loro opinioni, i loro valori, i loro comportamenti, e la loro visione del mondo sembrano completamente uguali in seguito. È importante sottolineare che questi cambiamenti psicologici e comportamentali non sono il tipo di cambiamento che ci si aspetterebbe se questa esperienza fosse un’allucinazione. E, come il noto ricercatore di NDE Pim Van Lommel e i suoi colleghi hanno dimostrato, questi cambiamenti diventano più evidenti con il passare del tempo.

Alcuni scettici sostengono legittimamente che il problema principale delle testimonianze delle percezioni O.O.B.E. è che spesso si basano unicamente sulla testimonianza del ritornato – non esistono conferme indipendenti. Dal punto di vista scientifico, queste auto-dichiarazioni restano non probanti. Ma nel corso degli ultimi decenni, alcune auto-dichiarazioni dei ritornati sono state convalidate in modo indipendente da testimoni, come quella di Pam Reynolds. Una delle più note tra queste percezioni NDE – percezioni che è stato provato coincidere con la realtà – è l’esperienza di una donna di nome Maria, il cui caso è stato documentato per la prima volta dalla sua assistente sociale di terapia intensiva, Kimberly Clark.

Maria era una lavoratrice immigrata che subì un grave attacco cardiaco mentre era in visita da amici a Seattle. Fu ricoverata al Harborview Hospital nel reparto di terapia coronarica. Pochi giorni dopo, ebbe un arresto cardiaco, ma fu rapidamente rianimata. Il giorno seguente, la Clark andò da lei. Maria le raccontò che nel corso dell’arresto cardiaco era stata in grado di osservare dal soffitto e vedere l’equipe medica al lavoro sul suo corpo. Maria raccontò che a un certo punto di questa esperienza, si trovò fuori dall’ospedale e scorse una scarpa da tennis sul davanzale del terzo piano sul lato nord del palazzo. Fornì alcuni dettagli concernenti l’aspetto, osservando che uno dei lacci era bloccato sotto il tallone e che l’area del mignolo era logora. Maria voleva sapere con certezza se avesse “realmente” visto quella scarpa, e pregò la Clark di cercare di localizzarla.

Piuttosto scettica, la Clark andò nel luogo descritto da Maria – e trovò la scarpa da tennis. Dalla finestra della sua stanza d’ospedale non sarebbe stato possibile discernere i dettagli che Maria aveva raccontato. Ma al ritrovamento della scarpa, la Clark confermò le osservazioni di Maria. “L’unico modo in cui avrebbe potuto avere tale prospettiva” disse la Clark “era che fosse fluttuata fuori a destra, e a distanza molto ravvicinata dalla scarpa da tennis. Ho recuperato la scarpa e l’ho portata a Maria: per me fu la prova concreta e evidente”.

Questo caso colpisce in modo particolare dato che durante l’arresto cardiaco il flusso di sangue al cervello viene interrotto. Quando ciò accade, l’attività elettrica del cervello scompare tra i 10 e 20 secondi dopo (secondo quanto misurato con l’ECG). In questo stato, il paziente è in coma profondo. Poiché le strutture cerebrali che mediano le funzioni mentali superiori sono gravemente compromesse, ci si aspetta che questi pazienti non siano in grado di ricordare esperienze mentali chiare e lucide. Ciò nonostante, gli studi condotti nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, e negli Stati Uniti hanno rivelato che circa il 15 percento dei sopravvissuti all’arresto cardiaco segnalano qualche ricordo del tempo in cui erano clinicamente morti. Questi studi indicano che è possibile avere coscienza, percezioni, pensieri e emozioni anche quando il cervello non mostra attività misurabili.

Le NDE vissute da persone cieche sono molto intriganti. Nel 1994, i ricercatori Kenneth Ring e Sharon Cooper decisero di intraprendere una ricerca su casi di percezioni basate su NDE di ciechi. Avevano pensato che tali casi avrebbero rappresentato la dimostrazione ultima della veridicità delle percezioni durante le NDE. Se una persona non vedente fosse stata in grado di riferire eventi verificabili avvenuti mentre era clinicamente morta, significava che si trattava di qualcosa di reale. Intervistarono 31 individui, di cui 14 ciechi dalla nascita. Ventuno dei partecipanti avevano avuto una NDE, gli altri solo O.O.B.E.. Incredibilmente, le esperienze riportate erano conformi al modello NDE classico, sia che fossero nati ciechi o avessero perso la vista in età avanzata. I risultati dello studio furono pubblicati nel 1997. Sulla base di tutti i casi studiati, Ring e Cooper conclusero che ciò che accade durante una NDE offre una diversa prospettiva di percepire la realtà che non dipende dai sensi del corpo fisico. Proposero di chiamare questo altro modo di percepire “mindsight”.

Nonostante i resoconti confermati, molti scienziati materialisti si aggrappano alla nozione che le O.O.B.E. e le NDE sono localizzate nel cervello. Nel 2002, il neurologo Olaf Blanke e i suoi colleghi degli Ospedali Universitari di Ginevra e Losanna in Svizzera, descrissero nella prestigiosa rivista scientifica Nature lo strano caso che accadde a una paziente di 43 anni sofferente di epilessia. Poiché i suoi attacchi non potevano essere tenuti sotto controllo con i soli farmaci, venne presa in considerazione la neurochirurgia come passo successivo. I ricercatori impiantarono elettrodi nel suo lobo temporale destro per avere informazioni sulla localizzazione e l’estensione della zona epilettogena – l’area del cervello che stava causando le crisi – da rimuovere chirurgicamente. Impiantarono anche altri elettrodi per identificare e localizzare, per mezzo di stimolazione elettrica, le aree del cervello che, se rimosse – avrebbero comportato la perdita delle capacità sensoriali, del linguaggio o addirittura la paralisi. Questo tipo di procedura è particolarmente importante per risparmiare aree cerebrali importanti adiacenti alla zona epilettogena.

Quando stimolarono il gyrus angolare – una regione del cervello nel lobo parietale che si pensa integri le informazioni sensoriali relative a vista, tatto, e equilibrio per darci una percezione dei nostri stessi corpi -, la paziente riferì di aver visto se stessa “sdraiata a letto, dall’alto, ma vedo solo le mie gambe e il tronco inferiore.” Descrisse se stessa come “fluttuante” in prossimità del soffitto. Riferì di aver visto le sue gambe “divenire più corte”.

L’articolo ebbe una copertura stampa globale e creò un bel trambusto. Gli editori di Nature si spinsero fino a dichiarare trionfalmente che, a seguito di questo unico studio – che aveva coinvolto un solo paziente – era stata localizzata la parte del cervello che può indurre l’O.O.B.E..

“E’ un altro duro colpo nei confronti di coloro che credono che mente e spirito siano in qualche modo separati dal cervello”, affermò lo psicologo Michael Shermer, direttore della Skeptics Society (Società degli Scettici), che cerca di sfatare tutte le dichiarazioni paranormali. “In realtà, tutte le esperienze derivano dal cervello”.

In un altro articolo pubblicato nel 2004, Blanke e i suoi collaboratori descrissero sei pazienti, tre dei quali avevano sperimentato una O.O.B.E. atipica e incompleta. Quattro pazienti riferirono un’autoscopia – cioè, l’aver visto il proprio doppio dal punto di vista del proprio corpo. In questo articolo, i ricercatori descrissero l’ O.O.B.E. come una disfunzione temporanea della giunzione della corteccia temporale e parietale. Ma, come specificato da Pim van Lommel, le esperienze corporee anomale descritte da Blanke e colleghi comportano un senso falso della realtà.
Le O.O.B.E. tipiche, al contrario, implicano una percezione verificabile (da una posizione al di sopra o al di fuori del corpo) degli eventi, quali la propria rianimazione o un incidente stradale, e l’ambiente e i dintorni in cui gli eventi hanno avuto luogo. Sulla stessa linea, lo psichiatra Bruce Greyson della University of Virginia ha commentato: “Dal fatto che la stimolazione elettrica del cervello possa indurre illusioni simili all’O.O.B.E. non possiamo dedurre che tutte le O.O.B.E. siano quindi illusioni.”

Gli scienziati materialisti hanno proposto una serie di spiegazioni fisiologiche per spiegare le varie caratteristiche delle NDE. La psicologa inglese Susan Blackmore ha avanzato l’ipotesi di “morte cerebrale”, ovvero che la mancanza di ossigeno (o anossia) durante il processo di morte potrebbe indurre una eliminazione abnorme di neuroni nelle aree cerebrali responsabili per la vista, e che tale anomala eliminazione potrebbe generare l’illusione di vedere una luce brillante alla fine di un tunnel buio.

Potrebbe essere così? Van Lommel e colleghi hanno obiettato che se l’anossia svolgesse un ruolo centrale nell’induzione di NDE, la maggior parte dei pazienti con arresto cardiaco avrebbe riferito di aver vissuto una NDE. Gli studi dimostrano che questo non è chiaramente il caso. Un altro punto debole di questa ipotesi è che i resoconti di un tunnel sono assenti da diverse spiegazioni di ritornati. Come sottolineato dal famoso ricercatore di NDE Sam Parnia, alcuni individui hanno riferito di NDE non collegate a situazioni di malattia terminale e quindi con livelli normali di ossigeno nel cervello.

Parnia solleva un altro aspetto: quando i livelli di ossigeno diminuiscono in modo marcato, i pazienti i cui polmoni o cuore non funzionano in modo corretto sperimentano uno “stato confusionale acuto”, durante il quale sono molto confusi e agitati e hanno poca o nessuna memoria di ricordi. In netto contrasto, durante le NDE le persone sperimentano coscienza lucida, processi di pensiero ben strutturati, e ragionamenti chiari. Ricordano perfettamente la NDE, di solito per diversi decenni. D’altro canto, Parnia sostiene che se questa ipotesi fosse corretta, allora l’illusione di vedere una luce e il tunnel si svilupperebbe progressivamente mentre i livelli di ossigeno nel sangue del paziente si abbassano. L’osservazione medica, invece, indica che i pazienti con bassi livelli di ossigeno non riferiscono di vedere né una luce, né un tunnel, né una qualsiasi delle caratteristiche comuni di una NDE discusse in precedenza.

Negli anni ‘90, ulteriori ricerche indicarono che la teoria dell’anossia in relazione alle NDE era una pista sbagliata. James Whinnery, professore di chimica alla West Texas A&M, fu coinvolto in studi che simulavano le condizioni estreme che possono verificarsi durante le manovre di combattimento aereo. In questi studi, i piloti dei caccia furono sottoposti a forze gravitazionali estreme in una centrifuga gigante. Tale accelerazione rapida riduce il flusso sanguigno e, di conseguenza, il trasferimento di ossigeno al cervello. In questo modo, induce brevi periodi di non coscienza che Whinnery chiama “dreamlets”. Whinnery ipotizzò che, anche se alcune delle caratteristiche fondamentali delle NDE si ritrovano durante i “dreamlet”, le caratteristiche principali dei “dreamlet” sono una compromissione della memoria degli eventi appena prima dell’inizio della perdita di coscienza, confusione, e disorientamento al risveglio. Questi sintomi non sono tipicamente associati alle NDE. In aggiunta, non vengono riportate trasformazioni di vita in seguito ai “dreamlet”.

Quindi, se il “cervello che muore” non è responsabile delle NDE, potrebbero essere semplicemente allucinazioni? A mio parere, la risposta è no. Osserviamo l’esempio di allucinazioni che possono derivare dall’ingerire ketamina, un farmaco veterinario che viene a volte utilizzato nella terapia ricreativa, e spesso a caro prezzo per l’utilizzatore.

A piccole dosi, l’agente anestetico ketamina può indurre allucinazioni e sensazioni di fuoriuscita dal corpo. Si ritiene che la ketamina agisca principalmente inibendo i recettori N-Metil-D-Aspartico (NMDA), che normalmente si aprono in seguito al legame col glutammato, il messaggero chimico più fortemente eccitante nel cervello umano. Lo psichiatra Karl Jensen ha ipotizzato che il blocco dei recettori NMDA possa indurre una NDE. Ma le esperienze con la ketamina creano spesso paure, producendo immagini strane, e gli utilizzatori di ketamina sono consapevoli che le esperienze prodotte da questo farmaco sono illusorie. Al contrario, i ritornati sono fortemente convinti della realtà di ciò che hanno vissuto. Inoltre, molte delle caratteristiche principali delle NDE non vengono segnalate in caso di uso di ketamina. Detto questo, non possiamo escludere che il blocco dei recettori NMDA possa essere coinvolto in alcune NDE.

Il neuroscienziato Michael Persinger ha affermato che lui e i suoi colleghi hanno prodotto tutte le caratteristiche principali della NDE utilizzando una debole stimolazione magnetica transcranica (TMS) dei lobi temporali. Il lavoro di Persinger si basa sulla premessa che l’attività anormale nel lobo temporale possa scatenare una NDE. Un’analisi della letteratura sull’epilessia, tuttavia, indica che le caratteristiche classiche delle NDE non sono associate a crisi epilettiche situate nei lobi temporali. Inoltre, come giustamente sottolineato da Bruce Greyson e dai suoi collaboratori, le esperienze riportate dai partecipanti agli studi TMS di Persinger somigliano ben poco alle caratteristiche tipiche delle NDE.

Gli studi scientifici sulle NDE effettuati negli ultimi decenni indicano che funzioni mentali elevate possono essere sperimentate in modo indipendente dal corpo nel momento in cui l’attività cerebrale è notevolmente ridotta o apparentemente assente (come durante un arresto cardiaco). Alcuni di questi studi dimostrano che le persone cieche possono avere percezioni veritiere durante le O.O.B.E. associate a una NDE. Altre indagini dimostrano che le NDE spesso sfociano in cambiamenti psicologici e spirituali profondi.

Questi risultati sfidano fortemente l’opinione neuroscientifica dominante che mente e coscienza derivino esclusivamente dall’attività cerebrale. Come abbiamo visto, questo punto di vista non riesce a spiegare come i ritornati possano sperimentare – quando i loro cuori sono fermi – pensieri vividi e complessi e acquisire informazioni veritiere su oggetti o eventi distanti dai loro corpi.

Gli studi sulle NDE indicano anche che dopo la morte fisica, mente e coscienza possono continuare a un livello trascendente della realtà che normalmente non è accessibile ai nostri sensi e alla nostra consapevolezza. Inutile dire che questo punto di vista è del tutto incompatibile con la convinzione di molti materialisti che il mondo materiale sia l’unica realtà.

Estratto con il permesso di “The Brain Wars: The Scientific Battle Over the Existence of the Mind and the Proof That Will Change the Way We Live Our Lives.” per gentile concessione della HarperOne. (“Le guerre del cervello: la battaglia scientifica circa l’esistenza della mente e la prova che cambierà il modo in cui viviamo le nostre vite”)

Mario Beauregard è professore associato di ricerca presso i Dipartimenti di Psicologia e Radiologia e il Centro di Ricerca di Neuroscienze presso l’Università di Montreal. E’ coautore di “The Spiritual Brain” (La mente spirituale) e di oltre cento pubblicazioni nel campo delle neuroscienze, psicologia e psichiatria.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 2 Settimane fa #3

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Ciao Robert,

premesso che mi dispiace per la malattia di tuo papà e le sofferenze che questa comporta, sulla questione delle esprienze pre-morte non ho un'idea certa, non ho preso una posizione definita.

Le ricerche interessanti qui riportate da Alceste possono offrire senza dubbio degli spunti di riflessione, ma mi resta sempre il dubbio che ogni ricercatore, giornalista, autore, tenti di avvalorare le proprie ipotesi, riportando casi che possono essere stati esposti in maniera esagerata, amplificata, non del tutto corrispondenti al vero, e così via. Mi riferisco in particolar modo a quei casi che, se corrispondenti al vero, costituirebbero delle prove. Come quello della scarpa da tennis vista dalla donna in coma.

Sul fatto che i cosiddetti "ritornati" possano aver cambiato il proprio modo di vedere la vita, non fatico a crederlo e lo considero come una naturale conseguenza dell'essere stati ad un passo dal perdere la vita. Credo che questo non accada soltanto con le NDE, ma anche in seguito a gravissimi incidenti senza NDE, o a chi si è salvato miracolosamente da situazioni apparentemente senza speranza. Avere ancora una chance di tornare a vivere la propria vita può portare (Ia persona intelligente, non lo sciocco) a ridimensionare tutto, a spostare la propria prospettiva su ogni cosa, a partire dalle questioni importanti fino a quelle (apparemente) meno importanti e ad apprezzare ogni singolo giorno anche nelle sue cose più semplici.

Aldilà o non aldilà, forse anche solo questo insegnamento è la cosa che conta, comunque la si pensi sull'esistenza dell'invisibile o meno.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 1 Settimana fa #4

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Ciao Robert, mio dispiace tanto per tuo papà, è una sofferenza, quando arriviamo a certi livelli vediamo che la vita è ingrata, ti auguro di vivere questi momenti con serenità.
Ho letto gli interventi ptrecedenti, e in linea di massima condivido i loro pareri e la difficoltà a dare una spiegazione logica a questi casi, certe esperienze ti cambiano la vita, mi ricordo quando ero in ospedale, quante promesse ho fatto a mia moglie, ti rendi conto quanti momenti sprechiamo invece di viverli nella gioia, nella comprensione , nella condivisione, siamo così ciechi che stiamo male anche quando potremo star bene e ce ne accorgiamo quando stiamo veramente male, ma veniamo a noi, alla mia di esperienza, 26 Marzo 1984, ero appena stato in ospedale a trovare i miei bambini ricoverati, niente di grave ma era una situazione un po difficile, io tornando a casa in una curva sul fondo appena bagnato non mi sono reso conto con il pensiero ai miei cari e sono andato fuori strada rischiando la vita, poi mi hanno riferito che qualcuno mi ha aiutato ad uscire dalla macchina e io ero cosciente ma non mi ricordavo niente, ho ripreso i sensi al pronto soccorso mentre discutevano dei punti da darmi sulla fronte perchè si sarebbe vista la cicatrice, 10 punti, poi in reparto stavo morendo dissanguato per emorragia interna, operato d'urgenza, asportazione della milza lesionata dalle costole rotte, 25 punti di sutura.
Mi è andata bene, dopo 11 giorni ero già al lavoro, la cosa che mi ha colpito è che mentre ero svenuto ho avuto come una visione, mi trovavo in un posto bellissimo con distese di fiori, e percepivo una presenza che mi dava serenità.
Questa esperienza mi ha portato a leggere libri sull'aldilà, (la vita oltre la vita, vivrai dopo la morte, esiste l'aldilà) sembrano affascinanti, ma devo dire che non mi hanno convinto molto, sentivo che qualcosa non andava ma non capivo bene cosa.
Ho comperato casualmente diversi numeri di "OGGI" che trattavano argomenti paranormali assocciati a persone che hanno fatto successo, conservo ancora questo materiale, ma la risposta e la chiarezza di questi misteri è venuta quando ho chiesto in preghiera al Signore la via che porta alla salvezza, non mi arrendevo e volevo conoscere la verità, pensavo che se Dio esiste avrebbe dovuto rispondermi.
Ora certo non so datre una spiegazione logica ai fenomeni, ma so cosa è vero o no, cosa ci fa del bene o no, cosa ci aspetta dopo questa vita, cosa viene da Dio o no.
Dio mi ha aperto gli occhi e la mente alla sua parola, è quella che fa testo, il resto anche se sembra positivo, non ci fa del bene.
Il Dio che conosco è un Dio di giustizia, nelle esperienze di pre morte, tutti vanno più o meno nello stesso posto, buoni e cattivi, credenti o atei, certo non spetta a me giudicare, ma questo è un grande inganno, perchè dovrei comportarmi bene se poi tutti andiamo li? Perchè Gesù ci mette in guardia dalle seduzioni, dagli inganni, dall'importanza di seguirlo, perchè se tutto si risolve nello stesso modo è morto per noi.
Io non discuto su questi fenomeni, anche se ci sono prove, vedi la scarpa, non vengono da Dio, cosa servono, se veramente vogliamo avere la certezza, la gioia di un mondo migliore la strada è la Parola di Dio, accettare Gesù come nostro Salvatore, unico nome dato agli uomini per mezzo del quale possiamo essere salvati, unico Mediatore tra Dio e gli uomini, siamo sicuri che sia la stessa cosa, è meglio credere ai sogni o alla Parola di Dio?
Tutto quello che può succedere anche se in apparenza può essere bello non può essere in contrasto con la Parola di Dio. La salvezza è un dono, ma noi dobbiamo accettarlo, Gesù ha dato la sua vita per tutti, ma sta a noi la scelta.
Ho avuto molte esperienze, ma le prove mie non servono, la cosa è personale, ognuno deve fare la sua esperienza, quando ho avuto mio papà negli ultimi stadi della sua vita ho pregato tanto per lui, ho fatto un sogno dove lo vedevo in un letto in ospedale molto malato, e ho percepito le parole" Gesù aiutami, Gesù salvami Gesù perdonami"
Ho detto questo a mio papà, lui ha capito che la sua vita era arrivata al capolinea, ma quelle parole le ha ripetute sempre finchè serenamente ha chiuso gli occhi. Quando parlo con qualcuno cerco con umiltà di farlo riflettere su questo, le speculazioni ci portano fuori strada, Dio ci dice le cose come sono, ci mette in guardia, e se ci aggrappiamo a lui abbiamo una gioia grande in noi perchè calma tutte le nostre ansietà, lui è il Dio della nostra vita e in lui vivremo per sempre, è una sua promessa e lui le mantiene sempre, proviamo a chiederglielo.

Aggiungo una parte della parabola del ricco e Lazzaro.

Luca 16:27-31
27 Ed egli disse: "Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, 28 perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento". 29 Abraamo disse: "Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli". 30 Ed egli: "No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno". 31 Abraamo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita"».

Le parabole sono un esempio, non esiste l'inferno, è spiegato bene nelle scritture, ma lo senti anche nel cuore, Dio non lascia soffrire per sempre chi ha fatto la scelta consapevole di non accettare la salvezza, si passa alla non esistenza, perchè solo in Dio abbiamo la vita.
La cosa importante in questa parabolea è che non possiamo tornare indietro, non possiamo cambiare la sentenza che ci siamo meritati, poi uno non crede perchè vede il segno, crede per amore, perchè l'amore di Dio ha toccato il suo cuore.
Spero che le mie parole possano fare del bene a qualcuno e stimolarlo a conoscere di più Gesù nella sua parola e accettarlo nella propria vita.
Un caro saluto a tutti, con affetto, Orazio.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 1 Settimana fa #5

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Anche io nutro le perplessità di chi ti ha già risposto. Chi può sapere cosa c'è davvero "di là" e se esiste un di là.

Credo che nessuno potrà mai certificare o negare se ciò che ha visto tuo papà è un piano spiritico realmente esistente o se è solo frutto del blackout vissuto dal cervello, che durante la fase "morente" o quella del risveglio abbia ripescato immagini, sensazioni ecc stipate in qualche cassetto creando ciò che "ha visto".

La morte è una cosa però che prima o poi tutti scopriremo, quindi meglio occupare il tempo a scoprire la vita.
Paranormal Studio è un progetto Hunters 12.

Il nostro sito:www.hunters12.com/paranormal
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 1 Settimana fa #6

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@Emiliano certo, condivido che dovremo scoprire la vita e viverla con esuberanza, però come dici tu prima ora dopo tutti arriveremo al capolinea, per questo penso sia meglio sapere dove andremo a finire, pensiamo si avveri tutto ciò in cui uno crede? penso che tutti avremo qualche dubbio, tipo un buddista trova la reincarnazione, un mussulmano il paradiso con tante vergini, cattolici Purgatorio, paradiso o inferno, e così via, non c'è un po' di confusione...qui se non stiamo attenti ci fregano da tutte le parti, pensiamo alle fregature in banca, o nella sanità, per non parlare della politica, ma se noi ci teniamo ad una cosa dovremo controllare se quello che ci viene insegnato sia giusto o no...L 'unico Dio che risponde è quello cristiano, l'unico che cambia la nostra vita, l'unico che tramite la sua parola ci dice la verità, la sua parola fa testo e ci dà tutte le spiegazioni sui vari fenomeni che succedono, un credente vive la vita nella pienezza, nella gioia perché ha la certezza che non perderà niente degli affetti dei propri cari, delle persone che ama, dei momenti più belli di questa vita, perché li vivrà per sempre nell'eternità, non è un'utopia ma una certezza che hai nel cuore.
Un caro saluto a tutti, con affetto, Orazio.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 6 Giorni fa #7

  • Aleph
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Scusami Orazio, ti ho sempre letto con il massimo rispetto verso le tue idee, per quanto ritenessi il tuo approccio al forum eccessivamente "evangelizzante" e poco attinente alle sue finalità ultime. Però consentimi di dire che trovo l'affermazione "l'unico Dio che risponde è quello cristiano, [...]" inopportuna. Non sono credente, quantomeno non secondo i canoni stereotipati di un certo sentire comune o cognizione sociale, come dir si voglia. Ma ho sempre trovato saggia e rispettosa del credo altrui la posizione che "equipara" Il Dio di ogni religione, l'unica che credo possa dirsi premessa per qualunque pacifico incontro e dialogo tra culture e appartenenze religiose diverse.
Sono certa che non sia questa la tua intenzione, ma non posso fare a meno di riportare alla mia memoria fin troppe immagini che scaturiscono dall'idea che esista un Dio o una religione superiore ad altre. E' anche vero che in questo contesto, la tua affermazione trova il rischio pressochè nullo di dare adito a proseliti e fanatismi, ma mi sono sentita comunque di dire qualcosa a proposito di un argomento che, forse per il periodo storico che stiamo attraversando, rappresenta uno dei temi caldi con i quali oggi la società si confronta - anzi, purtroppo nella maggior parte dei casi, si scontra.
Un saluto
Aleph
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 5 Giorni fa #8

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Ciao Aleph, grazie per la tua sincerità e sensibilità, mi scuso se ho fatto affermazioni azzardate, a volte mi lascio andare, penso di fare del bene, di far del bene a chi legge, quello che ho scritto è quello che penso io perché lo vivo intensamente, devo stare attento ad esporlo in modo corretto da non toccare la sensibilità di qualcuno, ho sempre apprezzato chi mi fa notare qualcosa che stona, e tu sei stata gentile a dirmelo e con molto tatto, mi fa piacere che leggi quello che scrivo, vedi, da il mio punto di vista è così perché è l'unico Dio che mi ha risposto, in ogni caso ti assicuro che ho amici di tanti credi diversi, ho il massimo rispetto per tutti, anche a me farebbe piacere che ci fosse armonia fra tutte le religioni con un unico obbiettivo comune, la pace, so anche che questa è una utopia, come sai credo nelle scritture, quello che è scritto si è sempre avverato è ancora lo sarà, la conferma di questo è nella mia vita, nel mio dna, non sono l'unico che ha avuto una esperienza con Dio, non dipendi da nessuno, sei veramente libero, ma sai che appartieni a Lui, vedi, essere cristiani diventa scomodo per tanti solo perché ci sei e credi, è quello che credi mette in discussione tutto il resto, certo devi parlare nel rispetto verso tutti, a volte non è facile, ma come non puoi impedire a un fiore di emanare il suo profumo, o a un ruscello di scorrere, un uccello di volare, così un cristiano non può non manifestare quello che ha nel cuore.
Dal mio punto di vista vedo le persone che vanno verso un precipizio, farei di tutto per avvisarle e non è facile a volte farlo nel modo più corretto, è certo importante il dialogo fra vari credi, il rispetto, ma un cristiano non può scendere a compromessi, per rispetto al nostro Dio e per rispetto verso chi ha il diritto di sentire le cose come sono, di chiamare per nome ciò che è bene e ciò che è male secondo la Parola di Dio.
Vedi hai ragione, in questo sito non si evangelizza, mi piace parlare di Dio e mi sono trovato coinvolto in una discussione su questo tema, poi ho visto tante persone che cercano di aiutarne altre in difficoltà, vedo che posso dire la mia, supportata dalle scritture.
Un caro saluto a te e altri amici del forum, con affetto, Orazio
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 5 Giorni fa #9

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Orazio, c'è una cosa che non condivido quando affermi che se il capolinea è uguale per tutti, allora qual è la differenza tra chi crede e chi non crede, perché Gesù è morto sulla croce e così via.
Tempo fa mi sono trovato a discutere con mio padre sull'ipotesi atea. Ad un certo punto mio padre ha detto: "Se Dio non esistesse, allora a che cosa servirebbe comportarsi secondo dei principi? Tanto varrebbe rubare, truffare, fare quello che ti pare, tanto non ci sono ricompense né punizioni.
E qui gli ho fatto notare che se questo è il ragionamento del cristiano, allora un ateo onesto è più onesto di un cristiano onesto. Scusate il bisticcio di parole.
Perché l'ateo onesto non si aspetta ricompense per il suo essere rispettoso verso la vita e gli altri. Se invece sei onesto perché temi una punizione, oppure perché ti aspetti una ricompensa, allora non sei veramente e sinceramente onesto, ma stai solo perseguendo il tuo interesse personale, travestito da altruismo.
Non è ovviamente una critica rivolta a te, ma al ragionamento generale per cui se Dio non esistesse, allora non ci sarebbe alcun senso né valore nella vita. Il senso ci sarebbe a prescindere e starebbe nella nostra pur breve esistenza ed in ciò che riusciamo a fare per gli altri.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 5 Giorni fa #10

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@valle
Beh,sai...Già 2017 anni fa ,"qualcuno"condensò lapidariamente queste constatazioni in due parole ;
<< sepolcri imbiancati >>.
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Ritorno dall aldilà?? 1 Anno 5 Giorni fa #11

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@Valle, non ho scritto perché un po'preso...non che non avessi una imposta, comunque condivido quello che dici, se fosse così non sarebbe un cristiano, mi hai fatto riflettere il tuo giro di parole, in effetti visto così non va bene, e mi rendo conto che nella storia hanno fatto più male i cristiani che gli atei, perché non erano veri cristiani, e di solito gli atei non sono veramente atei, tipo una mia vicina è atea ma è una persona buona, semplice, cordiale, cosa posso insegnarle io, certo gli ho parlato di Gesù, gli ho dato da leggere qualcosa quando c'era ancora suo marito, anche lui sempre disponibile, ma poi basta, cerco anch'io di essere gentile e disponibile ma non vado oltre, se poi mi chiede qualcosa riguardo alla fede le darò le spiegazioni che cerca in base a quello che conosco, cercando sempre con tatto e rispetto, di solito un ateo non ha rifiutato Dio, non crede a quel Dio che le religioni cercano di inculcargli, non funziona così, a volte un ateo si comporta meglio di altre persone per dimostrare che non c'è bisogno di Dio per essere buoni, ognuno fa la sua esperienza e secondo le scritture sarà giudicato in base al suo comportamento relativo alla sua conoscenza, più uno conosce è più è responsabile, diverso è rifiutare Dio, e qui un cristiano di facciata "sepolcro imbiancato" è più responsabile di un ateo, poi, tutti arriviamo al capolinea dicevo nel senso della morte, secondo le scritture tutti moriamo ma tutti risorgeremo, chi non ha accettato Dio dopo il giudizio non vivrà più, perché Dio rispetta la sua scelta, Gesù ha pagato,per tutti, ma noi se vogliamo dobbiamo accettarlo, la salvezza è un dono ma implica una scelta.
È' difficile spiegare il senso di essere cristiani, ma assolutamente non è per interesse, quando fai una esperienza con Dio e qui tutti possiamo farla, quando risponde in tante maniere, si instaura un rapporto di fiducia, ma siamo in un campo spirituale, non è facile spiegarlo, le azioni non servono per avere meriti, noi non abbiamo nessun merito, è la riconoscenza verso questo Dio che ha pagato il prezzo della nostra vita con la vita di Gesù, senti che lui ti ama e senti il desiderio di ricambiare a modo tuo questo amore, funziona solo per amore, comunque non è detto che anche un ateo in un momento difficile della sua vita, non si rivolga a Dio, discuta con lui, gli esterni tutta la propria amarezza, tutti i perché, forse sarà più facile se ha sentito parlare di lui
Un caro saluto a tutti, con affetto, Orazio.
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