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ARGOMENTO: Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo?

Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 7 Mesi 2 Settimane fa #21

  • roland
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L'interessante discorso mi spinge verso una riflessione:abbiamo già detto che in molti casi il male nell'uomo appare come conseguenza ambientale.
Mettiamo che così non fosse e sia invece presente un vero e proprio"gene del male",di cui sicuramente avrete sentito parlare.

In teoria non esiste,o non lo hanno ancora individuato ma c'è però una certa predisposizione di base nelle persone,indipendentemente dal vissuto...potrebbe esistere una differenza interna nell'umanità,dove sia presente una parte più buona(diciamo quella che popolerebbe un mondo di pace)ed una comunque incapace di natura a vivere nel bene,senza bisogno di frenare istinti o altro?

come insegna la storia antica,sono esistite altre razze di ominidi che sono poi state soppiantate dal sapiens.
magari è esistita veramente una razza"buona"che per ovvi motivi è stata eliminata nel corso del tempo ma della quale si conservano ancora i geni....in pratica,è sopravvissuto il male e forse,quello che si dovrebbe cercare è il gene del bene,pensandoci,il meno adatto a sopravvivere.
qui può entrare in gioco una o più di un'entità che abbia modificato,scelto o sperimentato su di una base di ominidi,il bene ed il male e da qui le diverse fazioni(dio e diavolo)
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 7 Mesi 2 Settimane fa #22

  • KitCarson1971
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Ciao Roland
Per ora il gene del male che citi rimane una metafora, una scusa all'abominio. Nella logica umana il male non dovrebbe esistere, questo è il punto essenziale. Qualunque risposta che si da a questo quesito rimane invariabilmente al di qua della soglia. L'equazione, la risposta a questa domanda non sarà mai evasa, l'agnosticismo di tanti "credenti", il "gene della religione"... non ha mai spazzato via il mistero del dolore, questa (purtroppo) è la realtà.

Come spiegarsi poi le tante anomalie genetiche, oppure le piccole psicopatologie che si riflettono sul nostro vivere quotidiano. Siamo un manicomio chimico, dove la programmazione genetica a volte comanda aberranti comportamenti, non solo per l'essere umano, ma pure nella tanto decantata perfetta natura, dove si arriva a sbranare la propria genitrice, così come lo fanno alcuni ragnetti, è tradizione delle formiche invece, mangiucchiarsi il partner, mentre le mantidi si divorano tra di loro, invece certi scorpioni di sani principi usano sterminare i piccoli della nuova femmina da corteggiare, proprio alla stessa stregua del leone. L'uomo si sa è più intelligente... conduce a rotazione guerre fratricide in nome di Dio, in nome del quale sgozza ancora miti agnellini per celebrare riti religiosi.

Se tutto sto popò di "regolarità" cromosomica che si evidenzia nel mondo animale e umano può fare ribrezzo, figuriamoci quando si addizionano imperfezioni genetiche.... Per fortuna che c'è il libero arbitrio, così siamo a posto... 'A lè un mond lèdar...
Un saluto
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 2 Settimane fa #23

  • Yamuna
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the_believer ha scritto:
Il problema è che "bene" e "male" non sono concetti assoluti, ma relativi, che dipendono dal contesto, dalla religione, ideologia, filosofia, scuola di pensiero, epoca storica, salute mentale, condizioni socio-economiche, etc. etc. etc. Banalizzo: per un edonista è "bene" perseguire il proprio piacere personale, per una suora di clausura è "male" anche andare a un concerto di musica pop. Per un gerarca nazista era "bene" andare a caccia di ebrei. Per un rabbino è "bene" riposare al sabato. Per la Chiesa Cattolica era "bene" mettere al rogo gli eretici. Per un imprenditore senza scrupoli è "bene" sconfiggere i rivali con ogni mezzo, anche quelli meno "ortodossi".

Definite quindi "bene" e "male"...
Ciao :)
Finchè parliamo di concetti possiamo fare tutti i giochini mentali che vogliamo , ma quando " viviamo " un'esperienza , se vogliamo prenderla in considerazione , dobbiamo prenderla per quella che è , osservandola in maniera neutra se è possibile e usando il nostro buon senso e tutto ciò di cui siamo stati dotati per interpretarla esattamente per ciò che è senza aggiungere troppi contenuti personali .
Personalmente penso , come qualcuno mi ha suggerito , che nel gioco cosmico (e qui usiamo un po' di poesia ) la luce ha bisogno del buio per brillare .
C'è una leggenda Cherokee che mi piace molto e forse mi ha aiutato a spegnere un pò quei momenti stridenti di lotta interiore :

Una vecchia leggenda cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega:
“Figlio mio, si combatte una lotta incensante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai fatica tanto a conquistare.
Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.
È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo; vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto; sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.
Ma c’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano accessi di rabbia; litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.
A volte è difficile vivere con questi due dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”
Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”
Con voce ferma, il capo risponde:
“Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù; sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.”
Confuso, il ragazzo chiede:
“Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”
Il capo continua:
“Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai; è intelligente, astuto , capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”
Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica e dice:
“Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.
Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace; e la pace, figlio mio, è la missione dei cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto; un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.”
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 2 Settimane fa #24

  • the_believer
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@Yamuna:

ciao, post decisamente interessante il tuo.

Ad ogni modo, con tutto il rispetto, anche le migliori leggende Cherokee sono così lontane dal nostro quotidiano e dal nostro modo "occidentale" di concepire la realtà e la vita, che possono essere considerate alla stregua dei "giochini mentali" che tu mi "addebiti"... questo senza sminuire nulla o nessuno, è solo la mia personale opinione. Sono come i racconti Zen o i discorsi del Buddha, belli e intelligenti da leggere, ma ben ardua impresa è poi metterli in pratica nella vita di tutti i giorni...

Detto questo, concordo sul fatto che "bene" e "male", se vissuti in prima persona, lasciano un'impronta indelebile, ed il loro segno, al di là di ogni dubbio. Ad esempio, se ammazzo una persona, anche se per legittima difesa, tale drammatica azione resterà impressa nella mia esistenza per sempre, e difficilmente potrà assumere i connotati del "bene", per quanto possa essere stata fatta "a fin di bene". Inoltre io ritengo che in generale le cattive azioni, le azioni crudeli, restano nel corpo e nell'anima di una persona per lunghissimo tempo, se non per sempre. Un saluto
"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza". George Orwell, 1984
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 2 Settimane fa #25

  • Yamuna
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@the_believer

Ciao . Non ti addebitavo giochini...è solo che facevo la differenza tra un concetto e un'esperienza vissuta . Mi chiedevo...l'essere umano nei suoi bisogni è davvero tanto cambiato da non poter trarre saggezza da cose scritte molto tempo fa ? Non lo so .
Mi riferivo anche al fatto (ma è sempre responsabilità mia che non mi spiego perfettamente) , che ci sono persone che fanno esperienza , al di là dei concetti , di cose che definiscono "il maligno" . E' un argomento che non mi piace per niente...troppo difficile da trattare . Quindi torno all'idea dell'esperienza spirituale da vivere per quella che è senza aggiungere contenuti nostri . Nella mia esperienza per esempio ho imparato tantissime cose ascoltando durante la meditazione . mi sono stati trasmessi molte cose che io a volte ci ho messo un anno a digerire perchè totalmente lontane dal mio bagaglio culturale e dal mio modo di pensare , ma alla fine le ho dovute accettare per fede...perchè ho chiesto consiglio e quelle sono state le risposte che ho ricevuto ripetutamente anche se io non le accettavo . Più o meno il discorso che volevo affrontare era questo . Possiamo trattare tutto in termini di concetti culturali o meno...simbologie etc...etc...o a volte dobbiamo osservare l'esperienza così come ci capita , senza la presunzione di poter sapere tutto..ma magari intuendo e continuando...grazie alle rivelazioni...una volta che abbiamo intrapreso un certo cammino...?Difficile , lo so , come discorso...infatti persino per me in questo momento è difficile da affrontare...perchè trovo assolutamente sbagliato affermare il fatto che esistono verità assolute...ma anzi penso che ci siano infiniti cammini...e ognuno ha il suo...anche se ho avuto la fortuna di fare parti del tragitto in compagnia di persone che erano sulla mia stessa identica strada..e vivere in totale sintonia e amore tutto questo (ma anche in libertà ) è stata un'esperienza per la quale ringrazio la vita... :)
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Valerie Hunt
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #26

  • ParanormalStudio Emiliano
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Sono d'accordo sul fatto che "bene" e "male" siano concetti aleatori, se non vengono interiorizzati.

Cosa ci dice cosa è bene o male? La nostra culutra? La nostra tradizione? Ricordiamo che come ho già espresso il altri topic è sempre chi vince a scrivere la storia e chi scrive la storia non si rappresenterà mai come il male, ma come il bene che ha trionfato sui cattivi. Se, come già avevo citato come esempio, la Seconda Guerra Mondiale fosse stata vinta dall'Asse, allora le migliaia di morti causate dalle bombe nucleari americane sarebbero state viste come una spregevole manifestazione del male che le governava e, purtroppo, la pulizia etnica di milioni di esseri umani sterminati sarebbero stati visti come una cosa buona. Così come nel dopoguerra risulta vietato e spregevole l'utilizzo di alcuni simboli rappresentanti un regime sconfitto al cospetto di alti ben tollerati, sebbene richiamino ad altrettanti terribili regimi che però non hanno pagato il prezzo della sconfitta, come la falce e il martello. La realtà a mio parere è che non c'è stato un "bene" che ha vinto contro il "male", ma due bestie che possedevano entrambi i lati, che si sono scornate fino alla sopravvivenza di una sola.

Quindi penso che "bene" o "male" non si possa definire se non facendo propria l'esperienza (o l'idea) e conoscendo il dolore che provoca a se stessi e soprattutto agli altri. Così facendo, "impersonificandola", si capirebbe che una cosa è "male" o "bene" relativamente a se stessa, non relativamente a chi la compie.

Se poi una persona troverebbe gusto nel fare una cosa "malvagia" ossia che crea dolore al prossimo, non credo possa definirla "giusta" per il suo punto di vista. A quel punto la catalogazione perde aleatorietà e diventa obiettiva.

PS: penso però che forse il topic iniziale cercasse un altro tipo di risposta, non tanto cosa è "bene" o "male", quanto cosa è il "male": un'enità che ci fa agire in malvagità (qualunque essa sia la sua visione) oppure noi stessi? A tal riguardo io avrei due risposte: quella scettica e quella meno scettica. Da "non scettico" mi intriga la possibilità che esistano veramente influenze paranormali negative che si pongano in contrapposizione a quelle positive per mantenere un equilibrio cosmico, rispettivamente in Dio e nel Diavolo, negli angeli e nei demoni; da "scettico" invece direi che dare la colpa al diavolo sia un modo per poter giustificare i passi falsi di un essere che dovrebbe essere perfetto, ossia chi è a immagine e somiglianza di Dio: insomma, non è certo colpa sua se Eva ha tentato Adamo con la mela, è stato il diavolo sotto forma di serpente ad indurla in un errore che in quanto essere umano non avrebbe mai commesso. Una visione, quella dell'uomo sopra tutto e tutti al centro dell'universo, che è stata dura da smontare e tutt'oggi persiste.
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #27

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Ciao Yamuna. A proposito, il tuo nick è una maggiorazione del dio indù Yama con l'aggiunta di un articolo (un)? Nient'altro che una curiosità...

Concordo quando pensi che non esistono verità assolute, che ci siano infiniti cammini e che ognuno ha il suo. Ancor più quando affermi che il massimo è trovare e condividere con una stretta cerchia di persone questo tipo di ricerche. La stessa lunghezza d'onda è estremamente utile, in questo rimpiango moltissimo il mio recente passato.

Non esistono, dicevo, verità assolute, oggettive, per tutti, anzi le certezze non sono di questo mondo, e probabilmente è un bene che sia così, date le nostre esigenze/limitazioni sul piano biopsichico ed esistenziale umano. Perchè la nostra esperienza, per essere fruttifera sul piano spirituale, deve essere "ostacolata" almeno dal dubbio, per poter avere continuamente un nuovo sprone alla ricerca di sè, anche attraverso le cose della Terra e degli altri, comprimari in questa sublime commedia...
Un saluto
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #28

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Alcuni passaggi del P.S di Emiliano vanno in larga parte condivisi, meno le sue affermazioni del male. Per propria natura (sempre di etica connaturata parliamo), l'uomo, concettualmente, profondamente, sa distinguere e quindi agire di conseguenza dopo aver giudicato ciò che è male. ne ha piena, intima possibilità. Altra cosa è fare "male" pensando di fare "bene", ma questo è tutt'altro motivo di discorso.

Il discorso iniziale verteva sul male che fa parte dell'uomo e ciò che invece lo include, lo compenetra, riesce ad abusarne, pur essendo esterno a lui... Di questo male ho visto perfino una persona morire. Sembrerà eccessivo, ma non lo è. Alcune menti dotatissime volgono grandi capacità intellettive al crimine, e non intendo solo riferirmi ai delitti comuni, ma proprio all'atto di colpire il "nemico" distruggendolo. Credo che un simile atteggiamento nasca sempre da un grande senso d'inferiorità, da riscattare in qualche modo.

Un saluto
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #29

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Ciao Kit , no , il nick ha a che fare con la geografia , più precisamente con un fiume . Si , dobbiamo comprendere che chi fa del male lo fa perché ha subito abusi . Ne parlavo proprio poco fa con un'altra persona dicendole come sono riuscita a perdonare alcune persone dotate di capacità intellettive al di sopra della norma che poi sono diventate diaboliche . Posso dirti la verità , entrando totalmente nell'essere di queste persone , sono riuscita a sentire la loro fragilità e a provare compassione . Sembra stranissimo , fragilità in una persona che fa del male : posso dirti totale fragilità . Le persone che hanno perso il controllo sono deboli e per questo motivo , considerando la melma in cui tra l'altro si trovano , devi solo provare pietà e se puoi ( e sottolineo se puoi , perché non è facile) , aiutarle .
Il male è come un loop , un virus che si è insediato all'interno di certe persone che quelle persone non hanno saputo stoppare o elaborare o trasformare in un qualche modo . Ne sono imprigionati . Ne sono preda e a volte la debolezza mentale e il blocco di alcune parti della loro crescita emotiva , a e umana non aiuta .Con questo non voglio dire che noi siamo superiori e loro sono inferiori . Nella maniera più assoluta no . Anzi , loro ci stanno insegnando , quando odiamo , quanto scarsa sia la nostra visuale , quanta empatia riusciamo a mettere in campo o meno . In questo io dovevo migliorare e così eccoti qua la possibilità di vita servita su un piatto d'argento . Ho sofferto molto, perché queste persone sono perfide, ma alla fine ce l'ho fatta .
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #30

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Rispondo che un altro motivo scatenante, oltre che la fragilità, può essere l'eccessiva compassione. L'essere capaci di esaltare la sensibilità per qualcosa al punto di volerla rompere.

Faccio un esempio: ho un fratello più grande e da piccoli c'è stato un determinato periodo nel quale non passava giorno che ce le davamo di santa ragione, soprattutto lui a me. Ebbene ricordo con rammarico che una volta mi fece così arrabbiare che per vendetta distrussi la sua Smemoranda (chi se le ricorda?) che aveva riempito di sue cose con tanta cura tutti i giorni precedenti e trattava come un tesoro. Ed è stato proprio quanto sapevo tenesse a quella cosa e quanto io provavo "compassione" per questa immagine di bontà che mi fece scegliere proprio quello per fargli del male. E' vero, questo esempio si rifà in pieno a ciò che avete appena detto ossia la reazione a una sofferenza subita... ma non voglio porre l'attenzione sull'azione/reazione in se quanto alla sensazione provata nel compierla.

Considerando il piacere che provai nel momento in cui la distrussi non fatico a pensare che qualcuno, anche senza avere un'azione pregressa a cui sta reagendo nel modo sbagliato, possa trovare piacere nel fare del male dopo aver provato per quella cosa o persona una forte compassione benevola... proprio per il solo gusto della contrapposizione tra le due sensazioni, come se la prima quella buona sia troppo intensa da doverla moderare con una tanto negativa. Chissà, forse è questo che permette alle "persone" (permettetemi le virgolette perché trovo difficili definirle tali) di far del male ad animali innocenti: travolti così tanto dalla compassione verso la loro tenerezza, il loro amore incondizionato, la loro cieca fiducia nell'avvicinarsi, da romperla per un qualche piacere perverso nel vederli soffrire, nel trasformare in terribile un'immagine "beata". Credo che molti psicopatici agiscono proprio in questo senso, verso gli animali, verso la natura (tipo i piromani), verso le persone (non ultimi chi dice che uccide per amore).

Io comunque, ancora ora a distanza di più di 20 anni, mi rammarico al ricordare quanto feci a quel diario.
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #31

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Le sensazioni provate da Emiliano penso siano un bagaglio, magari visto poi, in seguito come un rammarico, un fardello. Sensazioni più o meno simili per tutti.
L'argomento "male", ognuno lo tratta, lo vede e lo conosce in modo diverso, alcuni ne negano anche l'esistenza, ma pur essendo variegato e mitico nel tempo, è pur sempre ben definito. C'è chi trova assurdo credere nel "Principio del Male", affermando che si tratta di una credenza che avrebbe determinato l'assurda ipotesi di un moltiplicarsi di azioni negative perchè credute diaboliche. Questi negazionisti insistono negando che il male sia un prodotto della immensa schiera di Angeli ribelli, pronti ad aggredire ad ogni istante le persone, per indurle al male attraverso un processo detto "infestazione diabolica" degli ambienti abitati dagli esseri umani, e della possessione di individui intrisecamente più deboli, quindi più facilmente dominabili. E, va detto, non hanno tutti i torti. Questa grosso modo l'opinione di chi nega l'esistenza del diavolo e delle sue diavolerie...

Ma c'è solo tanta fantasia o vi è una reale esistenza di una personificazione del cosidetto "Male"?. Va subito detto che la ricerca psichica ha di fatto annullato moltissime (forse troppe...) "possessioni diaboliche", pigiando con fin troppa solerzia sul piano logico-razionale. Il mio amico Jung teorizzò il concetto di archetipo universale, studiando la mitologia comparata concluse che l'umanità utilizza da sempre delle raffigurazioni simboliche degli eventi e dei ruoli. Il demone, l'angelo, il guerriero, il santo, la dea madre (su questa si aprirebbe un interessante e immenso capitolone...), l'eroe, il bambinello sono gli esempi più immediati. Tali raffigurazioni simboliche risultano essere presenti in tutte le antiche culture. In questo, forse Jung ha tratto conclusioni affrettate. Forse perchè doveva trovare il tempo di ricaricare anche la pipa... la "demonologia comparata" invece, ci porta a comprendere meglio le differenze culturali delle varie civiltà.

Per Jung insomma valeva il detto (l'ho solo un pò raffazzonato...): dimmi come hai paura e ti dirò chi sei... Non che avesse tutti i torti. Il discorso invece cambia se però si valuta il concetto di demone, angelo, spirito elementare, spirito domestico, che sono praticamente simili in sistemi culturali anche molto lontani nel tempo e nelle distanze. Insomma, si tratta di archetipi molto simili, quasi universali. Queste concomitanze andrebbero meglio capite e confrontate, senza caricare la pipa, che il fumo fa male... :)
Va beh, ma il diavolo viene così ridotto ad una nullità... sarà proprio così? No! C'è (purtroppo) dell'altro, ogni moneta ha sempre due facce...
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #32

  • Yamuna
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KitCarson1971 ha scritto:
L'argomento "male", ognuno lo tratta, lo vede e lo conosce in modo diverso (…) Il mio amico Jung teorizzò il concetto di archetipo universale, studiando la mitologia comparata concluse che l'umanità utilizza da sempre delle raffigurazioni simboliche degli eventi e dei ruoli. Il demone, l'angelo, il guerriero, il santo, la dea madre (su questa si aprirebbe un interessante e immenso capitolone...), l'eroe, il bambinello sono gli esempi più immediati. Tali raffigurazioni simboliche risultano essere presenti in tutte le antiche culture. In questo, forse Jung ha tratto conclusioni affrettate (...)

Beh , credo che abbiamo esaminato diversi aspetti del "male" senza generalizzare . La teoria dei simboli e delle rappresentazioni del subconscio è una cosa di cui parlano molti perché fa sentire molto più "anticonformisti" rispetto alla possibilità ad esempio di prendere in esame o per buoni i testi sacri ( ovviamente non mi riferisco a te Kit che invece assaggi di tutto un po' ) . E se invece fosse molto più anticonformista prenderli alla lettera (visto che non lo fa nessuno :) :) :) ) e prenderli come vera fonte di conoscenza ? Rimane il fatto che la realtà va osservata e non interpretata e quindi aritorno al fatto dell'esperienza (scusate...giuro che mi fermo...buona giornata!!!)
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Yamuna ha scritto:
rispetto alla possibilità ad esempio di prendere in esame o per buoni i testi sacri ( ovviamente non mi riferisco a te Kit che invece assaggi di tutto un po' ) . E se invece fosse molto più anticonformista prenderli alla lettera (visto che non lo fa nessuno :) :) :) ) e

Ciao Yamuna. D'accordo, per un pinottino fresco che mi offrirai, questo e altro...
Disquisizioni su vere intromissioni malefiche esterne all'uomo se ne potrebbero fare molte, ma sarebbe bene mettere prima in piazza altre diavolerie, del tutto nostre. La nostra non è comunque un passaggio storico peggio o meglio di tante altri, nel mondo di cultura monoteistica, di generazione in generazione, subiamo i medesimi e ossessivi lavaggi del cervello riguardo al concetto di Dio: un "santo Dio" antianimalista e militarista fin dalle prime pagine bibliche (pagine che alcuni teologi vorrebbero eliminare) avendo ben poco di "divino". Parlo dei primi 5 libri dell'A.T.

Molti di noi sono convinti, con l'appoggio delle principali religioni monoteistiche, che gli animali siano privi di anima e quindi, anche di coscienza, ovvero di autoconsapevolezza. In tal senso gli animali non soffrirebbero. Ideona promulgata anche da quel brav'uomo di Descartes (ossia Cartesio), assertore del concetto che gli animali sono "automi" (tsè...), ovvero meccanismi inconsapevoli. Bel servizio che fece alla scienza! Un'ottima scusante anche per il cristianesimo attuale, spesso indifferente al problema degli animali.

Animali che, come tutte le creature fornite di cervello o almeno di un minimum di apparato neurocerebrale, detengono anch'essi una soglia del dolore. Per accorgersene al capatanta Cartesio bastava che schiacciasse la coda ad un cane, magari di grossa taglia.... Fin dall'inizio il V.T ne ha fatti di lavaggi del cervello, insulsi atti che pure Gesù contestò. Gli "insegnamenti" furono terribili, è sufficiente leggere le righe che richiedevano sacrifici animali (così "cari" a Dio), ossessivamente pubblicizzate.

Nel Levitico, le regole per gli olocausti sono il maximum dell'assurdo logico e del sadismo: le vittime venivano prima fatte morire lentamente per dissanguamento e poi bruciate, trasformandosi in "grato profumo per il Signore". La madre di Gesù, Maria, nella sua ingenuità, fu succube anch'essa di lavaggi del cervello: infatti, nel rispetto della "tradizione", si vide costretta a far del male a dei poveri volatili, come si legge nel vangelo di Luca (2-22). Infatti, alla nascita di Gesù dovette recarsi al Tempio per "offrire com'è prescritto dal Signore il sacrificio di un paio di tortore e di due giovani colombi". Poi il "sommo sacerdote, da quel sant'uomo che era... ci pensava lui a farli morire lentamente, praticando al loro collo dei buchi....
Ultima modifica: 2 Mesi 1 Settimana fa da ParanormalStudio Emiliano. Motivo: corretto quote
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 1 Settimana fa #34

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@KitCarson1971

Questo è un argomento che ho affrontato molto tempo fa.
Leggi questo se vuoi :
www.usac.it/articoli/dei_oscuri/dei_oscuri1.htm
P.s . non dicevo di leggere i testi sacri per trarre ispirazione su che cosa sia il bene e cosa sia il male , ma conoscenza , fai bene a usare il discernimento e solo dopo , caso mai , a trarre ispirazione...
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 4 Giorni fa #35

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il male innanzitutto è ovunque in qualsiasi pianeta dell'universo, non bisogna considerare un singolo pianetino e basta. non è una religione o religioni planetaria ma universale.

io credo con estrema sicurezza che solo uno di voi sapesse cosa significa " perfezione " ci starebbe cosi male da evitare di parlarne, perchè il concetto è cosi immenso e assai spaventoso che non prova neanche vergogna a mostrarsi, in poche parole assorbe ogni tipo di sentimento bene e male che sia.
ma per male è bene capire da dove queste entità provengono, ossia da ombre nere tipo automobili o perlomeno dove si trova il buio, chi abbia visto un'ombra demoniaca sa cosa sto dicendo.
il male proviene anche da cosa diciamo, perchè è il verbo che contamino l'uomo, non tanto il pensiero, ma quello che dice.
se poi ci sono manifestazioni effettive dal punto di vista pratico e spirituale è un'altro discorso.
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 4 Giorni fa #36

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vanoli ha scritto:
il male innanzitutto è ovunque in qualsiasi pianeta dell'universo, non bisogna considerare un singolo pianetino e basta. non è una religione o religioni planetaria ma universale.

Ciao vanoli...posso domandarti chi o cosa ti da la sostanza per poter affermare ció?
πνεύματος
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 4 Giorni fa #37

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gemini, mi sono presentato in un certo modo. ho scritto un libro che parla anche di questo.

i paradisi sono tutti uguali per razze , ma non troverai mai uno di marte nel paradiso di un'altra razza a meno che vi sia una grande eccezione.
una volta entrati dentro ( bisogna entrare prima ), poi non si parlerà piu la lingua che abbiamo imparato la dimenticheremo, per parlare poi la lingua della creazione o meglio la una lingua che si è parlato.
gia sembreremo tutti alieni a parlare una lingua moooooooooooolto antica essendo la prima.
per entrare non viene considerata la nascita attuale , ma la provenienza della tua anima.

ora immagina un altro essere ha sempre un'anima pure lui, non potresti mai trovarlo dove andresti , ogni paradiso è a se, io mi chiedo " mamma mia ma quanta gente giudicata contemporaneamente come è possibile? " bhe, è possibile.
quindi immaginiamoci il male che è possibilità per chiunque e ovunque nell'universo. unica pecca è che nel male una volta andati non si vive piu, non si può piu rivivere. sta a noi scegliere alla fine
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
Ultima modifica: 2 Mesi 4 Giorni fa da Nyma. Motivo: numeri invece di parole
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 4 Giorni fa #38

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Bene vanoli...e se io ti dicessi che il male come lo si sta trattando in questo thread è soltanto una condizione non dissimile dal bene...tu cosa ne penseresti?
πνεύματος
Ultima modifica: 2 Mesi 4 Giorni fa da Nyma. Motivo: thread
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 4 Giorni fa #39

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certo, la memoria è proprio quello che intendi è talmente imparziale a se stessa che prende i 4 significati

il giusto nel giusto

il giusto nello sbagliato

lo sbagliato nel giusto

lo sbagliato nello sbagliato
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
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Il diavolo è il diavolo o... è l'uomo? 2 Mesi 3 Giorni fa #40

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vanoli ha scritto:
i paradisi sono tutti uguali per razze , ma non troverai mai uno di marte nel paradiso di un'altra razza a meno che vi sia una grande eccezione.
Caro Vanoli ,
nella mia esperienza esistono infinite possibilità e dimensioni , e ogni pensiero , ogni parola , ogni sentimento , ogni azione può cambiare la linea temporale in cui stiamo vivendo...è a volte successo che a volte due linee temporali diverse a un certo punto si siano unite e incrociate qui sul pianeta terra (vedi effetto Mandela qua sotto ) :

effettomandela.blogspot.com/2016/12/cose-leffetto-mandela.html

Non credo a una sola possibilità , guarda per esempio cosa accade ai canalizzatori... Come mai uno canalizza certe possibilità , e altri invece sono in sintonia con tutt'altre possibilità del futuro e ne vedono altre ?
La stessa cosa quindi secondo me vale per le "dimensioni" che contattiamo quando lasciamo il corpo fisico...forse mi sbaglio...ma finora è quello che ho visto...
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Valerie Hunt
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