DOSSIER

CASI ED EPISODI RIMASTI NEL MISTERO

Un campo di calcio stregato

di Fabio Conti

Quando si parla di luoghi infestati l’immaginario collettivo pensa a vecchi ruderi, castelli, case abbandonate, etc. il luogo però del quale voglio parlare non ha nulla a che vedere con tutto ciò, si tratta infatti di un campetto di calcio.

Associare presenze occulte alle reti e all’erbetta sintetica è qualcosa di anomalo che sfugge all’immaginario, ma nonostante il posto inconsueto è proprio un campetto di calcio a 5 il protagonista di questo articolo.

Si tratta di un campetto realizzato negli anni 70, è situato in Sicilia, nella provincia di Ragusa. Attorno a questo campetto circolano voci di misteri e apparizioni varie. Più volte mi sono recato presso la struttura, in diversi momenti della giornata, per ben due volte ho varcato la soglia del campetto anche di notte.

Le mie visite al campetto non hanno prodotto nulla, personalmente non ho avuto il piacere di essere testimone di nessun fenomeno paranormale, per questa ragione non sono nelle condizioni di dire se si tratta di una leggenda metropolitana o verità, né sono nelle condizioni di dire dove finisce la verità e inizia la suggestione popolare.

Per onesta intellettuale occorre dire che è vero che sono tante, troppe, le voci pronte a testimoniare fatti insoliti accaduti dentro le mura del campetto, ma è anche vero che stiamo parlando di un paesino che conta circa diecimila abitanti, nelle piccole realtà si conoscono tutti e diventa facile influenzarsi reciprocamente. La suggestione corre più veloce fra le viuzze dei paesini.

Ho condotto una ricerca storica sul luogo, per verificare se fossero accaduti fatti eclatanti magari antecedenti alla realizzazione dell’impianto sportivo, ma nulla risulta, anzi il luogo sembrava essere particolarmente tranquillo prima della costruzione del campetto.

Ho quindi pensato di raccogliere le testimonianze della gente del posto: non tutti sono stati disposti a raccontare le proprie esperienze ma tuttavia sono riuscito a raccogliere un numero soddisfacente di testimonianze. Di seguito voglio riportare alcune testimonianze che a me sembrano le più significative:

Alcuni ragazzi hanno affittato il campetto per una partita, uno di loro di nome Ciccio (Francesco) crossa  il pallone per servire un compagno di squadra, il passaggio non risulta e il pallone scavalca la recinzione del campetto finendo nel prato adiacente alla struttura. I ragazzi si recano nel prato per cercare la palla ma non riescono a trovarla, così ritornano in campo e continuano la partita con un altro pallone in dotazione alla struttura. Terminata la partita i ragazzi passano dagli spogliatoi e poi si recano al posteggio (che si trova distante rispetto al campetto), sul cofano della macchina di Ciccio trovano poggiato il pallone disperso. Questo ha generato meraviglia in tutti loro. Ho chiesto, la cosa più probabile, se non fosse stato qualcuno esterno al gruppo a trovare il pallone e poggiarlo sul cofano della macchina magari perché li conosceva, loro hanno asserito che era pieno giorno e si sarebbero accorti della presenza di uno spettatore. Ho chiesto ancora ai ragazzi se non si trattava di un altro pallone, loro hanno risposto di essere certi perché il pallone in questione aveva dei colori particolari rispetto agli altri bianchi con i pentagoni neri;

Il gestore del campetto, che per motivi di marketing tiene all’anonimato suo e del paese dove il campo è situato, asserisce che più volte ha trovato le luci del campo accese anche quando dice di essere  sicuro di averle spente, in particolare una volta mentre stava facendo un giro in macchina vede da lontano i fari del campetto accesi, credendo di avere dimenticato di spegnere l’interruttore si reca al campetto, entra nel suo ufficio, dove è situato l’interruttore, e spegne i fari, poi ritorna in macchina e va a casa. L’indomani mattina quando raggiunge il campetto trova i fari del campo nuovamente accesi. Racconta anche di avere ricevuto telefonate sul suo cellulare di notte e il numero che appare sul display del cellulare è il fisso del campetto, chiaramente di notte non dovrebbe esserci nessuno dentro la struttura sportiva, quando risponde dall’altra parte c’è solo silenzio. Il gestore  tiene a specificare che dopo la prima telefonata notturna, proveniente dalla reception del campetto, si è affrettato a fare montare le telecamere attorno alla struttura  e un sistema d’allarme, né l’allarme ha mai suonato, né le telecamere hanno mai ripreso niente.

Uno dei fatti più interessanti è la testimonianza di un ragazzo, Marco, che dopo avere giocato una partita, recandosi nello spogliatoio per cambiarsi, ha trovato nel colletto della sua maglietta alcuni segni fatti con l’inchiostro, fra i segni quelli che sembravano essere più leggibili erano una lettera M, la lettera A, la lettera R. Fatto simile mi è stato raccontato da una ragazza, che si trovava nel campetto per assistere ad una  partita dove giocava il fidanzato, la ragazza ha trovato dei segni fatti con l’inchiostro sul dorso della sua mano sinistra, sul dito indice spiccavano le lettere M,A,R. un altro ragazzo ancora mi ha raccontato che nello spogliatoio, guardandosi allo specchio ha notato sulla sua schiena un graffio abbastanza profondo che sembrava rappresentare una doppia V segno di vittoria, non ricorda di avere avuto nessun incidente che avrebbe potuto provocargli quel graffio.

Un gruppetto di ragazzini mi ha raccontato che una sera avevano affittato il campetto per una partita, era estate e il paese era semivuoto, la maggioranza  aveva optato  per spostarsi verso la costa marittima (considerate che in provincia di Ragusa c’è l’abitudine di affittare o acquistare la casa nella zona mare per le vacanze, così città e paesi in estate si svuotano e si affolla la costa). Nel campetto c’erano solo i ragazzi intenti a giocare la partita e il custode che stava alla reception. Durante la partita i ragazzi notarono un uomo che li fissava da dietro la recinzione, nella descrizione dei ragazzi questo uomo stava immobile e aveva uno sguardo spento. I ragazzi sentirono un senso di inquietudine e smisero di giocare. L’uomo si voltò  fece qualche passo e, secondo quanto narrato, sembrò sparire. I ragazzini facendosi coraggio corsero verso la recinzione ma dell’uomo misterioso non c’era alcuna traccia.

Ho chiesto ai ragazzi: “perché l’avete notato? Cosa c’è di strano in uno spettatore che segue una partita?”

I ragazzi hanno risposto alla mia domanda dicendo che 1) era uno sconosciuto non del posto; 2) era vestito con un cappotto in pelle e aveva in testa un grosso berretto di lana, il che era strano visto che era piena estate e c’era un afa da morire; 3) l’individuo è letteralmente scomparso.

Il fatto che hanno individuato nell’uomo un forestiero si giustifica per la ristrettezza territoriale del paesino, ricordiamoci che stiamo parlando di un piccolissimo paese del sud dove tutti si conoscono e tutti sanno tutto di tutti.

Il fatto che il personaggio misterioso è scomparso è un elemento da non prendere in considerazione, attorno al campetto c’è una zona boschiva piena di pini, basta fare un salto per fare perdere le proprie tracce, inoltre ricordiamoci che era sera e l’illuminazione coinvolge solo il campo da gioco e l’ingresso dell’impianto sportivo, dove i ragazzi asseriscono di avere visto l’uomo misterioso è il retro dell’impianto che non è per nulla illuminato, disperdersi in una pineta nel buio della sera è facilissimo.

L’unico elemento anomalo del racconto è l’abbigliamento fuori stagione del misterioso personaggio.

Le altre testimonianze  raccolte non hanno esercitato in me grande interesse, si tratta di racconti di ombre, suoni striduli, risate misteriose, pianti misteriosi, finestre chiuse e ritrovate aperte, etc. tutti fenomeni che delle menti, suggestionate dai racconti locali, possono credere di vedere o sentire. I casi che ho riportato sono quelli che ho reputato più significativi.

Il caso di questo campetto non è isolato, esiste in Italia un altro impianto sportivo ben più famoso e importante che è teatro di leggende e fatti misteriosi , si tratta del centro sportivo di Vinovo, a Torino, dove si allena, niente di meno che,  la Juventus. Il centro sportivo è oggetto  di aneddoti inquietanti e sono tantissime le leggende che ruotano attorno al prestigioso impianto passando da strani infortuni, fino ad arrivare ad un tragico fatto di cronaca riguardante la morte, in circostanze poco chiare, di due diciassettenni che giocavano nella formazione Primavera della Juventus, si tratta di Riccardo Neri e Alessio Ferramosca trovati annegati, nel 2006, nel laghetto artificiale dell’impianto sportivo in pieno pomeriggio. Non sono note le cause che hanno spinto i giovani a recarsi nel laghetto, si è ipotizzato che forse volevano recuperare un pallone finito accidentalmente nell’acqua, non è noto neppure se sono entrati insieme dentro l’acqua  o uno dei due ha cercato di prestare soccorso all’altro. Il fatto accaduto, che comunque rimane orribile perché sempre è orribile e straziante la morte di due adolescenti, magari è stato solo un tragico incidente, comunque ha contribuito a gonfiare l’alone di mistero che si respira attorno all’impianto sportivo di Vinovo. Perfino la mitica rivista Guerin Sportivo, tempio sacro per tutti gli appassionati di sport e soprattutto di calcio, ha dedicato un articolo al centro sportivo di Vinovo facendo accenno  ai misteri che lo caratterizzano (rivista novembre 2010).

Ritornando in Sicilia ho anche sentito dire di un palazzetto dello sport, nella zona del palermitano, che sembra essere infestato da spiriti maligni, quindi non solo il calcio ma anche il basket sembra attirare fantasmi, se dovessimo scoprire uno strano connubio fra sport e paranormale questa estate ne vedremo delle belle visto che sono previste le olimpiadi.

 

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