DOSSIER

CASI ED EPISODI RIMASTI NEL MISTERO

Nei cinema, il 23 giugno 2016, uscirà The Conjuring 2 - Il caso Enfield e non potevo quindi non riproporre un argomento trattato durante la puntata del 09 febbraio di Paranormal City.
Torno sull'argomento principalmente per riepilogare l'intera vicenda ma anche per sottolineare come ormai la dicitura "tratto da una storia vera" sia di serie come le chiusure centralizzate nelle automobili. In verità il caso fu studiato, dall'inizio alla fine, da due investigatori Maurice Grosse e Guy Lyon Playfair entrambi appartenenti all'SPR (Society for Psychical Research) britannico e non, come raccontato nella pellicola, dai coniugi Warren.

Proprio Playfair, in un'intervista a Dark Radio afferma come i Warren non abbiamo mai preso parte ufficialmente all'indagine e che anzi, si presentarono senza essere invitati e dopo un paio di giorni tornarono negli USA. Ma andiamo alla storia.

ASCOLTA LA STORIA

Questo caso di poltergeist ha avuto luogo tra l’agosto del 1977 ed il settembre 1978 a Enfield, cittadina a nord di Londra. La famiglia Hodgson, formata da una donna divorziata e 4 figli viveva in una casa popolare in Green Street. Il focus di questa vicenda ruota intorno a sua figlia Janet, allora undicenne che cominciò a raccontare alla madre che a volte, il suo letto tremava.

In seguito la stessa madre, Peggy, notò una cesta della biancheria muoversi da sola scivolando sul pavimento. Pensò che il pavimento fosse bagnato e d’istinto rimise la cesta al suo posto ma questa si spostò nuovamente e fu come se si incollasse al pavimento perché la signora non riuscì più a spostarlo. Fu allora che decise, in preda alla paura, di prendere i bambini e scappare dai vicini che chiamarono la polizia.

Accorsero due agenti (di cui si trovano online interviste e testimonianze di quello che da lì a poco sarebbe accaduto). Gli agenti entrarono nell’abitazione e cominciarono subito a udire colpi. La parte più interessante fu quando un agente, che ispezionava una delle camere insieme a dei vicini, vide una sedia spostarsi scivolando sul pavimento.

Lo stesso agente di polizia tra l’altro mise tutto a verbale e rilasciò dichiarazioni ai giornalisti proprio fuori dall’abitazione nei momenti successivi ai fatti.

Nei giorni seguenti la signora Hodgson cercò chi potesse aiutarli sia tra il clero di zona che tra i medium fino a scrivere ai giornali locali. Due giornalisti del Daily Mirror tra l’altro, in visita alla casa, videro volare alcuni oggetti ed il fotografo fu colpito ad un sopracciglio da un mattoncino. Proprio uno dei due alla fine, consigliò alla Hodgson di contattate la Società per Ricerca Psichica londinese che affidò a due famosi ricercatori, Maurice Grosse e Guy Playfair, le indagini del caso.

L’osservazione dei fenomeni cominciò il 5 settembre e l’intensità e la varietà furono notevoli: i due poterono osservare numerosi fenomeni tra cui numerosi colpi alla casa, oggetti in movimento, pozze d’acqua che comparivano e piccoli fuochi che sparivano come erano comparsi. Furono tra l’altro segnalate anche diverse anomalie elettromagnetiche che tra l’altro danneggiarono i nastri di registrazione e che causarono malfunzionamenti all’impianto elettrico domestico.

LA VOCE
La registrazione delle voci è disponibile all'interno della puntata postata in cima alla pagina.

Ma la storia cambiò come nei migliori film dell’orrore. Janet, come abbiamo detto rappresentò il focus prediletto del fenomeno. Ci sono foto reperibili in rete e scattate durante quei giorni in cui si vede l’allora bambina come spinta da una forza invisibile in preda al terrore.

Ricordiamo come detto in un’altra puntata in cui abbiamo trattato il fenomeno Poltergeist come statisticamente sembri avere una particolare importanza la fascia d’eta, il sesso e nello specifico, stranamente, la comparsa del primo ciclo mestruale. In questo caso Janet rappresentava il soggetto perfetto perché in quell’esatto periodo possedeva tutte queste caratteristiche. Il cambiamento quindi ci fu quando con l’intensificarsi delle manifestazioni durante le quali l’entità cominciò a parlare con una voce apparentemente maschile.

Grosse avviò un vero e proprio colloquio con questa apparente entità che sembrava provenire esattamente dal letto di Janet.
Ebbe altresì modo di verificare come la voce sembrava provenire sempre dalla posizione di Janet. Per verificare tra l'altro che la ragazzina non fosse una sorta di ventriloqua, durante le manifestazioni più forti le faceva riempire la bocca d’acqua ordinandole di non deglutire. Nonostante ciò Grosse rimase molto dubbioso sull'origine di quella voce nonostante il linguaggio molto volgare e la conoscenza di alcuni fatti che non poteva conoscere.

L’epilogo fu abbastanza particolare. Durante queste sessioni in cui Grosse cercava di interrogare questa entità, gli chiese come si chiamasse e come fosse morto e se ricordasse qualcosa subito prima della morte e subito dopo.

L’entità rispose: “Sono diventato cieco… poi ho avuto un’emorragia e mi sono addormentato. Sono morto seduto su una sedia al piano di sotto.”

Questa affermazioni fu sconcertante e lo divenne ancora di più quando Grosse, che intanto pubblicava i risultati delle sue ricerche e a cui si interessavano anche i giornali, fu contattato da un signore Terry Wilkins che confermò come sembrava proprio la ricostruzione di come suo padre, vecchio inquilino di quell’abitazione, fosse morto anni prima.

CONCLUSIONI

Rimane da sempre un caso molto discusso sia per la reale origine dei fenomeni sia per l'accuratezza delle indagini dovuto anche al fatto che la ragazzina fu colta di sorpresa nell'atto di piegare dei cucchiaini con le mani. 

ALLEGATI E FONTI

  1. Conjuring the Truth: Enfield Poltergeist Investigator Says Ed and Lorraine Warren Never Investigated Case
  2. The Conjuring 2 - Real and fiction
  3. Il poltergeist di Enfield

 

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