DOSSIER

CASI ED EPISODI RIMASTI NEL MISTERO

Questa storia ci viene raccontata dal professor Massimo Biondi medico, giornalista scientifico e direttore dei Quaderni di Parapsicologia nel suo libro “Misteriose Presenze”. Il tutto a sua volta riferitogli da un compagno di scuola di suo fratello che proprio a causa di questi eventi, frequentò per un po’ di tempo.
Ci troviamo a Roma e precisamente in uno dei tanti appartamenti che la popolano.

ASCOLTA LA STORIA

La famiglia, proprietaria di un emporio al centro di Roma e di cui per ovvie ragioni viene omesso il cognome, è formata da Carlo, nome fittizio, dai suoi genitori e da un nonno da anni vedovo.
L’abitazione è al quinto piano e viene lasciata alle 8.30 di mattina e di nuovo raggiunta non prima delle 13. Alle 16 viene di nuovo lasciata per l’apertura pomeridiana del negozio e tutta la famiglia rincasa non prima delle 20, orario di chiusura dell’attività commerciale.

 Questi orari è bene evidenziarli poiché sono necessari a capire come la famiglia mancasse di casa per quasi la totalità delle ore diurne e tenendo conto che si tratta di una strada e di un condominio con un’elevata frequentazione, rende molto improbabile l’intrusione di estranei all’interno dell’appartamento.

Ebbene, Carlo raccontò al professor Biondi che di tanto in tanto, quando con la sua famiglia rincasava per pranzo, aveva la sorpresa di ritrovare oggetti e mobilio spostati: le sedie della sala da pranzo venivano ritrovate nella camera di Carlo, qualche poltrona veniva ritrovata rivolta verso una parete o le posate erano rinvenute in qualche cassetto diverso da dove venivano riposte normalmente.
Una volta, nella primavera del 1986 al rientro a casa per la pausa pranzo, i genitori di Carlo non riuscirono ad accedere all’appartamento, in quanto le chiavi non bastarono ad aprire la porta nonostante le spallate.
Quel giorno dovettero pranzare fuori e appena fu possibile contattarono un fabbro, che nonostante la rimozione della serratura, non riuscì comunque a spalancare la porta.
Dopo numerose spinte, riuscirono quantomeno ad aprirla di pochi centimetri scoprendo, che dietro questa, erano state sistemate due sedie tra la maniglia e la parete posta sul retro.

Ovviamente le sedie tra la porta e la parete non permettevano alcun movimento di apertura.
Eppure al mattino la famiglia aveva lasciato normalmente la casa e anche se qualcuno avesse voluto posizionare le sedie in quel modo non sarebbe potuto poi uscire dalla porta né tanto meno avrebbe potuto usare le finestre al quinto piano.
Tra l’altro nel piccolo ingresso non vi erano sedie ma solo una consolle con specchiera.

In realtà nessuno dei componenti della famiglia aveva mai assistito a cose “strane” come rumori, voci, apparizioni eppure questi eventi capitavano sempre durante le ore della mattinata: prova ne è che la famiglia se ne accorgesse solo durante il rientro per la pausa pranzo.
Ma non era tutto. Il ragazzo, come anche la madre, aveva cominciato a notare la scomparsa di alcuni oggetti senza valore economico come un piccolo quaderno di scuola che conservava per ricordo, la chiave di un motorino rubatogli anni prima e un piccolo contenitore con dentro le foto di una gita scolastica. Una volta accadde anche che sparì dal suo portafogli una fotografia della fidanzata per poi ricomparire al suo posto tre giorni più tardi.

Fatto sta che tutti gli oggetti spariti dopo qualche tempo ricomparvero al loro posto ad eccezione di un posacenere.

E’ anche vero che queste sparizioni possono essere causate dalla distrazione o dovute alla convivenza: esempio può essere la madre che sposta un oggetto del figlio senz avvisarlo.

CONCLUSIONI

Dopo circa tre anni dalla morte del nonno, nel 1994, tutto sembrò tornare alla normalità e non si verificò più alcun evento di questo tipo.

Volendo scartare l’ipotesi dell’intruso che ripetutamente e per qualche ignota ragione mette in subbuglio un’abitazione senza portare via mai nulla di valore, si potrebbe ipotizzare un caso di poltergeist e infatti come di solito si apprende dalla casistica, il fenomeno al contrario dell’infestazione tipica, termina autonomamente da un momento all’altro forse a causa della risoluzione di un trauma o per l’allontanamento della persona che ne è il focus.

 

Anche in questo caso se qualcuno ricorda questi avvenimenti accaduti a cavallo tra la metà degli anni ‘80 e ‘90 e volesse dire la sua sono sempre pronto ad ascoltare.

ALLEGATI E FONTI

  1. Blog ufficiale di Massimo Biondi

 

Utilizziamo cookies per migliorare la tua navigazione. Cliccando su 'Chiudi' ne autorizzi l'uso.