DOSSIER

CASI ED EPISODI RIMASTI NEL MISTERO

 Come quasi ogni paese italiano anche il comune di San Severino Marche in provincia di Macerata ha le sue abitazioni diroccate e avvolte da una sinistra fama. Eppure la fama delle due case di cui raccontiamo oggi la storia non è dovuta al tetro aspetto attuale ma a fenomeni d’infestazione inspiegabili che si verificarono nel 1937 e che furono degni di una trama da film.

I fatti vengono ripresi da Raoul Paciaroni, che per conto del comune ha scritto un PDF liberamente scaricabile e che può vantare la testimonianza di un’anziana donna che all’epoca dei fatti aveva 8 anni. Inoltre nello stesso PDF trovate altre storie inspiegabili e di presunta infestazione di tutto quel territorio.
Un viaggio tra leggende, folklore e storie vere che ogni paese d'Italia dovrebbe mettere nero su bianco.

ASCOLTA LA STORIA

Nel mese di giugno 1937 si verificarono alcuni episodi abbastanza tipici della casistica poltergeist: attrezzi e altri oggetti cominciarono a sparire.

Una sera in particolare, lo stupore si mescolò a paura quando, al termine di una visita di cortesia tra vicini di casa e chiusa alle spalle la porta d’ingresso, si udirono dei forti rumori.

Ovviamente tornarono subito nella casa da cui prima erano appena usciti trovando gli oggetti di casa Biciuffi sparpagliati come dopo il passaggio di una tromba d’aria: sedie rovesciate, piatti caduti, sportelli della credenza aperti e le scale disseminate di attrezzi agricoli che in casa non vi erano mai stati poiché riposti normalmente nel capanno esterno alla casa.

Da lì proseguì una sorta di accanimento verso la sfortunata famiglia che in un paio di episodi si ritrovò nuovamente la casa in subbuglio.
Si susseguirono notti insonni in cui anche le lenzuola venivano strappate via dai loro letti e non poterono fare altro che attendere l’alba sperando di non subire altre angherie.

Una notte in particolare avvenne un fatto difficilmente spiegabile dal punto di vista razionale: la famiglia intera si risvegliò ai primi raggi del sole scoprendo che

le intere imposte inclusi gli sportelli erano stati sfilati dai loro cardini e riposte sul pavimento senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Qualche giorno dopo fu il periodo della caduta di sassi, costanti e numerosi ma che fortunatamente non colpirono mai nessun componente anche se fu forse l’inizio delle manifestazioni più violente e pericolose poiché successivamente, accadde un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

La signora Pavoni insieme a sua figlia infatti, si recarono in casa dei vicini per fare una visita. Varcata la porta notarono che al centro della cucina vi era un tavolinetto su cui era appoggiata una doppietta puntata proprio verso la porta d’ingresso e che normalmente era appesa affianco al camino.
Madre e figlia, terrorizzate dalla visione, scapparono fuori dalla stanza poco prima che si udissero due spari e che i pallini che schizzassero sulla pietra dei gradini proprio dietro loro.

Ma forse l’episodio più strabiliante fu il ritrovare un carro agricolo, oggetto pesante e vistoso, smontato in ogni sua parte e … riposto all’interno dell’abitazione.

L'ARRIVO DEI CARABINIERI

Ormai la voce si era sparsa in tutto il paese e fu per questo motivo che arrivarono 3 carabinieri della locale stazione per verificare quanto stesse accadendo.
Anche in questo caso si andò vicini al fatto di sangue poiché durante questo sopralluogo, mentre uno dei carabinieri era intento a verificare la stalla in cui il bestiame veniva ripetutamente ritrovato slegato, un trinciaforaggi manuale, attrezzo agricolo con una ruota in metallo e con lame molto taglienti, si stacco dalla sua sede e rotolò a gran velocità verso i presenti, schiantandosi verso la parete opposta.
Paura o suggestione, i carabinieri locali passarono il caso alla Tenenza di Tolentino i quali, convinti che i loro colleghi si fossero fatti suggestionare, pochi giorni dopo inviarono alcuni militari.

Arrivati sul posto cominciarono un sopralluogo all’esterno dell’abitazione e fu lì che uno dei carabinieri fu ripetutamente colpito alla testa da alcuni sassi, nonostante avesse estratto la pistola e ordinato ai colleghi di controllare la proprietà lungo il perimetro a caccia di qualche furbetto, non trovarono nulla di sospetto.

Successivamente arrivò il parroco, che aveva fama di essere un esorcista ma che a sua volta tra acqua santa e preghiere non diede i risultati sperati.

Fu così che il capo famiglia decise di recarsi fino a Bari, da una persona con la fama di essere un potente stregone. Questi non solo gli disse dove ritrovare gli oggetti smarriti (infatti ritrovò addirittura un prosciutto sotto le tegole del tetto) ma gli confermò che non avrebbe avuto più problemi e che le entità stavano per lasciare la sua abitazione.

CONCLUSIONI

Dopo 4 mesi di terrore la loro vita tornò ad essere quella di sempre o quasi perché sfortunatamente sia la casa che la famiglia cominciarono ad essere tenute un po’ distante da chi in paese aveva avuto modo di sentire quegli episodi.
Nessuno della famiglia volle più parlarne se non nel 1973 attraverso un’intervista usata per realizzare una tesi di laurea sulle credenze locali.

Da varie testimonianze sembra che ad attirare queste presenze possa essere stata l’attività di una sorta di mago del paese, interpellato per una malattia incurabile del capofamiglia che morì proprio durante questi episodi anche se oggi saremmo portati ad ipotizzare che i fenomeni possano essere stati scaturiti da uno degli adolescenti appartenenti alle due famiglie come nella classica casistica poltergeist.

ALLEGATI E FONTI

  1. Sito ufficiale di Raoul Paciaroni
  2. I mazzamurelli a Sanseverino e altrove nelle Marche - PDF

 

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