DOSSIER

CASI ED EPISODI RIMASTI NEL MISTERO

Carpegna e le campane fantasma

La nostra Italia non manca d’incredibili vicende e di fatti inspiegabili ed oggi appunto parliamo di un mistero tutto italiano.

Ci troviamo a Carpegna, provincia di Pesaro Urbino, un piccolo paese marchigiano di 1700 abitanti che, la sera del 1° novembre 1970, divenne celebre a causa di un fatto straordinario che si verificò nella chiesa di San Nicolò.

ASCOLTA LA STORIA 

In quei giorni, tutti i seminaristi erano a casa per la festività di Ognissanti e all’interno del convento vi erano solamente 5 frati. Alle ore 20,15, due frati intenti in una piacevole conversazione serale, udirono numerosi rintocchi di campana.

Riconobbero con certezza il suono della campana più piccola, usata normalmente per richiamare i frati alla messa ma, suonando fuori orario,  pensarono venisse usata per avvisare la popolazione di qualche evento tragico. Accorsi così nel refettorio, trovarono gli altri due frati intenti a guardare la TV e chiedendo spiegazioni,  questi altri risposero di  non avevano sentito nulla.

Lo stesso fu per padre Doriano che, seduto nel suo ufficio, non aveva udito niente. Eppure il suono di una campana è particolare, distinguibile da altri.

Fu così che il gruppo si recò nelle vicinanze della cella campanaria la quale risultò con tutta evidenza chiusa a chiave.

A un esame visivo tra l’altro, sia le campane sia le corde, erano perfettamente immobili. Il gruppo quindi pensò di aver udito il suono della campana della chiesa di San Pietro, distante qualche chilometro. Forse questo poteva parzialmente spiegare il perché alcuni l’avessero sentita e altri no.

Ormai si erano fatte le 22 e mentre il gruppo si era convinto in un’allucinazione o in qualcosa di simile, ecco che le campane ripresero a suonare. Questa volta le udirono tutti, anche se la cosa più enigmatica restava che, appena si lasciava quella stanza, il suono non era più percepito, nonostante le porte aperte.

Quella notte non fu proprio tranquilla perché esattamente alle due, le campane ripresero a suonare e furono udite all’interno del dormitorio. Inutile dire che per i 5 frati fu una notte insonne.

L’indomani, 2 novembre, la campana si fece udire all’esterno della struttura, dove un gruppo di fedeli attendeva per ascoltare messa.

Sotto gli occhi di tutti, le campane erano immobili eppure il suono era udibile anche se esclusivamente nell’area del sagrato della chiesa e non oltre.

Il suono continuò per tutto il giorno, attirando il paese al completo, mentre l’origine dei rintocchi cambiava direzione. Si aveva così l’impressione che il suono delle campane provenisse ora dall’alto ora dal basso. Vi furono quindi ancora due eventi degni di nota.

Il 13 novembre non si udì più il suono della campana piccola ma di quella grande, detta “di mezzogiorno”.

Nel mese gennaio 1971 ancora, con gran sorpresa, il suono era cambiato ed era chiaramente un suono di campane a morte. Nonostante ciò, le campane rimanevano tutte visibilmente immobili.

Qualcuno in quei giorni, fece notare una serie di coincidenze (se vogliamo chiamarle così) davvero spaventose: ogni volta che la campana suonava una serie di rintocchi a morte, puntualmente moriva un abitante del paese.

Il paese in quei mesi fu attraversato da centinaia tra curiosi, giornalisti e tecnici. Dal rinomato Centro Studi Parapsicologici di Bologna partirono il Dr. P. Cassoli, la Sig.ra B. Cassoli e il Sig. A. Li Causi.

Proprio su suggerimento dei ricercatori e senza avvertire la popolazione, dalle 11.45 e per i successivi 30 minuti dell’8 dicembre, fu staccata l’energia elettrica a tutto il paese per verificare che non si trattasse di uno scherzo fatto con qualche potente impianto audio. Era una tecnica con molti limiti ma l’unica possibile.

Proprio in quei trenta minuti, i tecnici ispezionarono il convento da cima a fondo e alle 12 in punto, il suono delle campane si udì nuovamente. 

I rintocchi furono 18 mentre tutti poterono osservare come le campane rimasero immobili.

Un giornalista dell’epoca, Sergio Conti, piazzò un registratore all’interno della chiesa e corse fuori. Dei quattro rintocchi registrati sul nastro, lui ne aveva uditi solo due.

Dalla rivista "Quaderni di parapsicologia" vol. XXXVI - ottobre 2005 - n.2 dedicato a Piero Cassoli che fu l'autore dell'articolo si legge:

".....Accolti con cordialità dai frati, ascoltammo dapprima il lungo e particolareggiato racconto della storia del fenomeno, convalidato e completato dalle autorità cittadine locali.....OMOSSIS........Le notizie raccolte con l'andamento del fenomeno sono le seguenti: gli scampanii sono stati di diversa intensità, a volte debolissima, a volte simile a quella delle campane vere. Generalmente si ripetono 10-20 volte al giorno. Il suono dura 15-20', in media. Uno scampanio, fisso, si fa senture sempre a mezzodì, un altro, molto frequente, alle 17 e infine un terzo si ode, abbastanza spesso, alle 21. ..."

Segue la descrizione di come sono stati condotti gli esperimenti e di cosa è successo dopo che la Commissione ha effettuato le prove. Si riportano quindi di seguito le osservazioni e considerazioni sul caso espresse dall'autore ( pag 164):

"...OMISSIS... Vagliate tutte le ipotesi, ci sembra molto ragionevole ammettere che probabilmente si è assistito ad un fenomeno paranormale. Fallita l'ipotesi del ragazzetto pubere o prepubere "colpevole" di un eventuale fenomeno di "poltergeist" (come abbiamo detto i ragazzi sono mancati in due occasioni diverse pur persistendo i fenomeni) ha attirato il nostro interesse il campanaro.......Non ci sembra neppure di avere il dovere di sviscerare più a lungo le possibili ipotesi paranormali (poltergeist, infestazione, telecinesi o meglio psicocinesi, voce diretta etc.) dato che non abbiamo potuto escludere il trucco con almeno sufficiente probabilità. Ci siamo dilungati invece sulla metodologia e impostazione della ricerca per due motivi:

1. Perchè i ricercatori che avessero ad indagare un fenomeno del genere, trovino già una via tracciata sulla quale condurre le indagini;

2. Per dare aoi neofiti della Parapsicologia, ai nostri giovani in particolare, un esempio di come è necessario approfondire le indagini, direi: impietosamente, prima di azzardarci a trarre delle conclusioni. Conclusioni che si sono tratte in passato su fenomeni molto meno studiati e documentati di quello in esame. 

Nella casistica e nella storiografia dei fenomeni paranormali, è forse il primo caso di questo genere che si presenta. Una curiosa eccezione ci viene offerta casualmente da Monaldo Leopardi, padre del poeta Giacomo, che in una sua "Autobiografia"...accenna ad un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Monte Santo, dove "...le campane avevano suonato da sole senza che alcuno le muovesse" (pag. 167).


CONCLUSIONI

Il fenomeno andò avanti per tutto il 1971 poi si diradò ma a detta di chi ha vissuto e vive lì non smise mai davvero o almeno continuò fino al 1998.
Sono passati ben 46 anni senza che qualcuno abbia trovato una spiegazione convincente tranne l'improbabile eco di campane lontane.
Allora come spiegare i suoni udibili solo in alcune zone e non in altre?

Il mistero di Carpegna rimane.

CONCLUSIONI2

Sto cercando di contattare persone che furono testimoni di questo evento all'epoca dei fatti e magari, sperare in qualche colpo di fortuna nel reperire copia delle registrazioni audio dei suoni. Vi terrò informati.

 

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