17 mar 2008
Il fantasma dispettoso finisce in tribunale PDF Stampa E-mail
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lunedì 17 marzo 2008
 
LA STAMPA - I fantasmi sbarcano in tribunale. Dalla casa stregata, quella al civico sessantadue di Santo Chiodo di Spoleto, alla casa del diritto c’è lo spazio di un articolo di legge, il 1490 del codice civile, che contempla gli obblighi del venditore, vincolato dalla legge a comunicare all’acquirente eventuali vizi della cosa venduta. Anche se, detti vizi, dovessero assumere la forma, si fa per dire, di un fantasma, un fastidioso ectoplasma che si aggira, al calar delle tenebre, nelle sette stanze di un vecchio casolare, nella piana spoletina, a due passi dalle ciminiere dell’ex Pozzi Ginori che coi suoi profilati in alluminio per decenni ha dato da mangiare a decine di operai umbri.

Quei colpi nel cuore della notte
Gaetano Bastianelli, che di mestiere fa il camionista, è un omone pratico e schietto, quasi due metri d'altezza e lo sguardo mobile dietro gli occhiali da vista, che agli spiriti, lui che sul tir, in lungo e in largo per l'Italia, ci passa dieci, dodici ore al giorno, ride loro in faccia. O almeno così credeva. Non aveva fatto ancora i conti con rumori di catene, piatti e bicchieri rovesciati a terra, porte e finestre che sbattono anche senza vento, colpi ai muri, schianti nel cuore della notte. La casa di via Santo Chiodo era stato l'affare della vita, duecento metri quadri su due piani con tanto di terreno circostante e pozzo a soli 120.000 euro. Aveva venduto l'appartamento a valle, ci aveva fatto la stessa cifra, e s’era trasferito, con moglie e figlioletta, a respirare l'aria tersa della collina, un paio di chilometri a nord dalla città del Due Mondi. Il fiuto per gli affari, lui che dalla soglia dei suoi sessant'anni continua ancora a lavorar sodo come fosse il primo giorno, l'ha sempre avuto. Ha firmato subito, Gaetano Bastianelli, convinto di concludere la trattativa più redditizia della sua esistenza. Ed economica, molto economica, quella proprietà, lo era davvero. Se non fosse che al momento dell'acquisto, questo camionista avrebbe anche comprato le strane, inquietanti presenze che da mezzo secolo infestano l’immobile, un largo caseggiato tinteggiato d'un tenue rosa corallo.
Dettaglio più, dettaglio meno, l’atto di compravendita lo aveva sottoscritto il 25 ottobre del 2005. «Da allora non c’è stato giorno che non sia stato tormentato da qualche occulta presenza che quando non si diverte a svegliare me e la mia famiglia nel cuore della notte, se la prende con gli oggetti, facendoli inspiegabilmente cadere a terra o, peggio, provocandone l'autocombustione», racconta con la voce malferma di chi sa di esporsi, proprio malgrado, allo scherno della gente.

La fuga dei vecchi proprietari
«Vuole che le racconti l'ultima?», dice, con un tono tra il serioso e il provocatorio. L’ultima, va bene. «La settimana scorsa ha preso fuoco, così da sola, la motozappa. E sabato, ad incendiarsi, è stata l’auto di mia moglie». Esausto lo è davvero, ché sono troppe notti che non chiude occhio per colpa di queste misteriose presenze. E ora, proprio come lo iettatore di Pirandello, dalla legge vuole la sua patente. Il suo legale, l’avvocato Antonio Francesconi, ne è convinto: ci sono gli estremi per ipotizzare un vizio nella cosa venduta, tanto da invalidare, volendo, l'atto d’acquisto. Non solo. Si configurerebbe, a dirla tutta, anche il danno esistenziale, che si integra ogniqualvolta, per colpa altrui, si configuri un forzoso stravolgimento delle abitudini di vita.
La colpa, a dar retta alla famiglia Bastianelli, è dei vecchi proprietari, che sapevano perfettamente che la casa era abitata dagli spettri: «Si figuri che hanno venduto la proprietà con tanto di mobili e suppellettili. Non hanno voluto portare via nulla. Nulla». Prende fiato e prosegue nel suo racconto: «Sono stati loro, negli Anni Settanta, a chiamare un esorcista per liberare la casa dai fantasmi. Ho fatto delle ricerche, sa? Delle sedute esorcistiche a Santo Chiodo si parla perfino nei registri della Curia Arcivescovile di Spoleto». Già, i vecchi proprietari quel dettaglio, non proprio irrilevante, lo conoscevano. «Dovranno pagare, ora», promette l’autotrasportatore umbro. Che se la prende anche con l’agenzia immobiliare, rea, a suo dire, di non averlo tutelato a sufficienza nel corso della transazione.
Dalla legge, quella che il comma giusto, all’occorrenza, ce l'ha per tutti, si aspetta molto. «Del resto, non crede anche lei che avrei dovuto essere informato della presenza, perlomeno leggendaria, di ombre e spettri in quella che poi sarebbe diventata la mia abitazione?».
Il camionista umbro, nella sua battaglia contro gli spiritelli malvagi, sembra essere in buona compagnia. Persino il portiere della squadra inglese dell’Arsenal Manuel Almunia, meno di un mese fa, ha ottenuto dal tecnico della squadra uno speciale permesso per tornare a casa dalla moglie. Motivo: la donna era letteralmente terrorizzata dal fantasma di un monaco, abituale frequentatore dell'abitazione del calciatore spagnolo.
 
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