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REPUBBLICA.IT - E' DA ALMENO trent'anni che il cinema sembra ossessionato dagli incubi di [[Stephen King]]. Visto che regolarmente attinge storie, atmosfere, inquietudini, suspence dai romanzi e dai racconti del grande scrittore. L'ultimo colpo di fulmine, tra settima arte e genio dell'horror, sbarca questo week end nelle nostre sale: si chiama 1408, ed è un thriller decisamente claustrofobico. Con quella giusta dose di terrore che ci si aspetta, visto colui che l'ha immaginata. Diretta dal regista svedese Mikael Hafstrom, interpretata da due solidi attori hollywoodiani, la pellicola ha come protagonista - guarda un po' - uno scrittore di libri da brivido, Mike Enslin (John Cusack). Il quale non crede assolutamente al paranormale, ma solo a ciò che può vedere con i propri occhi. Ma tutto cambia quando entra nella stanza 1408 di un luogo "nero" per eccellenza, il Dolphin Hotel, dove si è recato per il suo ultimo progetto, "Dieci notti nella camere d'albergo infestate dai fantasmi". Sfidando gli avvertimenti del direttore del Dolphin (Samuel L. Jackson), il nostro eroe decide di pernottare nella stanza considerata più infestata. E come tutti gli spettatori possono già immaginare, demoni e incubi si scatenano... La storia è tratta dall'omonimo racconto di Stephen King, pubblicato per la prima volta nel 2002 all'interno della raccolta Everything's natural (Tutto è fatidico, edito in Italia da Sperling & Kupfer). Un'opera breve che ha subito attratto Cusack, classico volto da bravo ragazzo di tanti film: "Fa veramente paura, ed è molto divertente - ha dichiarato recentemente - King è un maestro del racconto, ma possiede anche una sorta di sensibilità pulp. Sa come rendere queste storie interessanti, terrorizzanti e vibranti al tempo stesso. Non so come faccia a sapere come spaventare la gente in maniera così intensa: ma King sicuramente riesce a convogliare spiriti e demoni". Insomma, da parte dell'attore, una vera e propria dichiarazione d'amore per lo scrittore. Ma anche un riconoscimento per il lavoro del regista (che a Hollywood ha già girato il dark-sexy thriller Derailed, con Clive Owen e Jennifer Aniston), che ha saputo ricreare bene la folle atmosfera dell'albergo e della sua stanza più terrificante. Il tutto, però - ha sottolineato ancora Cusack - senza un uso eccessivo della computer-grafica: "Era molto importante, per me - ha spiegato - che 1408 non apparisse come un film di effetti speciali. E infatti non abbiamo usato il blue screen (la tecnica per cui l'attore recita davanti a una parete blu che poi verrà riempita col digitale, ndr): ho recitato invece con accanto alcune persone, che interpretavano fantasmi o spiriti". Insomma, una rivendicazione della "umanità" dell'opera, malgrado il suo lato horror. Anche se, a compendio di quanto dichiarato dal protagonista, va detto che nel film gli effetti speciali ci sono, eccome: in tutto, circa quattrocento. E compaiono ovviamente nelle scene più spettacolari: l'acqua che irrompe nella stanza, la stanza che si trasforma in nave, il muro che crolla. E così via.
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