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ARGOMENTO: Lupi Mannari

Lupi Mannari 8 Anni 8 Mesi fa #1

  • Thaala
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Ciao
come promesso a Gen apro un post sui "Lupi Mannari" perchè non ne so molto nemmeno io quindi spero che anche voi contribuirete a scoprirne di più! (anche se amo di più i vampiri)
Qualcuno parla di fantasia, altri di malattia, io nn saprei davvero che pensare, ma tutto è possibile!
Tratto da un blog: ( <a class="postlink" target="_blank" href="ilmondodinihal.spaces.live.com">ilmondodinihal.spaces.live.com )
Che cos'è il lupo mannaro?
In termini psicologici, indica un particolare stato mentale in cui il soggetto viene affetto da pazzia, confusione, delirio e perdita di memoria. In tale stato, si getta a terra, ulula, ringhia come un lupo. Nei momenti di massima crisi, la forza aumenta in modo innaturale, e si diventa pericolosi in quanto si cerca di graffiare e mordere chiunque capiti a tiro.
Recentemente, si è scoperto che tali comportamenti sono più frequenti nei mesi in qui la luna è piena, ed esercita un maggiore magnetismo sulla terra. Già da tempo si sapeva che la luna ha effettivamente delle ripercussioni sugli esseri viventi e sugli elementi. Basti pensare alle maree, al rilascio di sperma e uova nel mare da parte dei polipi, alla fioritura di certi fiori, e anche della maggiore vitalità degli esseri umani. Molti sono anche le varie superstizioni sulla luna, come ad esempio il taglio della legna, la maggiore crescita e robustezza dei capelli, la maggiore aggressività dei disturbati mentali. Molte di queste credenze sono semplici superstizioni, ma altre sono provate scientificamente.
Ma nell'immaginario popolare, il lupo mannaro o licantropo, è sempre stato visto in modo ben diverso. A partire dalla preistoria.


Intanto cercando ho trovato una cosa che personalmente nn sapevo (vergogna) e cioè che il LUPO MANNARO: nella tradizione popolare italiana è il figlio maschio partorito la notte di Natale. (ma nn è una notte santa??? :scratch: e in più c'è un figlio maschio "importante" che pare sia nato quella notte.... mi chiedo quindi perchè scegliere proprio quella notte?)

A dopo....
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LUPI MANNARI 8 Anni 8 Mesi fa #2

  • Thaala
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Ho anche trovato un articolo in un sito <a class="postlink" target="_blank" href="www.storiadimilano.it">www.storiadimilano.it questo articolo, tanto per iniziare l'argomento, poi posterò anche l'articolo che ho io ma che devo ricopiare, e nn essendo brevissimo vi chiedo pazienza!

La Bestia Feroce
Nel 1792 le cose però andarono ancora diversamente. Dal 5 luglio al 2 settembre, un animale dall’aspetto pauroso e vagamente somigliante ad un lupo uccise quattro ragazzi e sei ragazze, tutti compresi tra i 6 e i 13 anni di età, ferì gravemente un’altra ragazza e assalì alcune persone adulte. Non era un periodo di carestia, né l’animale era idrofobo. Forse non era nemmeno un lupo. La storia, curiosa e inquietante, ci è stata fortunatamente raccontata con dovizia di particolari dall’anonimo estensore del Giornale circostanziato... ( <a class="postlink" target="_blank" href="web.tiscali.it/culturetin/g/gt.htm">web.tiscali.it/culturetin/g/gt.htm qui trovate la storia) pubblicato a Milano nello stesso anno.

Tutto cominciò il 5 luglio 1792, quando Giuseppe Antonio Gaudenzio, un bambino di 10 anni di Cusago venne mandato dal padre di notte nel bosco a cercare la vacca che aveva smarrito. Non tornò più a casa. Dopo qualche giorno si trovarono dei vestiti stracciati e “avanzi del corpo di un fanciullo divorato”. Si incolparono i lupi e si pensò che il bambino, stanco, fosse stato assalito mentre dormiva. Pochi giorni dopo però, il 9 luglio, un gruppo di ragazzi di Limbiate viene assalito da “una brutta bestia, simile a un grosse cane, ma dall’orribile aspetto e di strana forma”. I ragazzi fuggirono, ma il più piccolo, Carlo Oca di 8 anni, venne raggiunto. Quando i contadini accorsero avvertiti dagli altri ragazzi lo trovarono sbranato dalla belva. La notizia si sparse rapidamente seminando il panico tra i contadini. Molti videro o credettero di vedere lo strano animale in località molto distanti tra loro. Qualcuno sparò contro qualcosa, ma senza esito. I bambini erano tenuti chiusi in casa. Le autorità governative, nella persona del conte di Kevenhüller, il 14 luglio pubblicarono un Avviso nel quale si diede notizia dell’uccisione dei due fanciulli da parte di “una feroce Bestia di colore cinericcio moscato quasi in nero, della grandezza di un grosso Cane”. Fu indetta quindi una “generale Caccia” con premio di 50 zecchini per chi avesse ucciso la “predetta feroce Bestia”.

La caccia generale, organizzata da varie città e paesi della zona ad ovest di Milano, non diede alcun esito, neppure quando il premio per “distruggere la Bestia feroce” salì a 150 zecchini. Nel frattempo giravano strane voci sul “Mostro girovago”, segnalato ormai da troppe parti.
Un intraprendente tipografo stampò un’incisione dove la Bestia feroce venne raffigurata con un bambino in bocca, quasi fosse un nuovo tipo di biscione visconteo. Altri sostennero che si trattava di una jena, ricordando che recentemente era passato per Milano un artista girovago con due jene in gabbia. La notizia trovò ancora più credito quando si venne a sapere che questo artista - un certo Bartolomeo Cappellini - era a Cremona dove esibiva una sola jena. Interrogato, diede varie versioni sulla sparizione dell’altro animale, fece le valigie e riparò velocemente nel Veneto.

Più aumentava il premio, più numerosi erano i cacciatori che si lanciavano nell’impresa. Alcuni “professionisti” giunsero anche dalla Vallassina e dalla Valsassina, ma senza alcun esito. Anzi, arrivò ben presto dalla Bestia una tremenda sfida. Il 1° agosto sorprese un gruppo di bambini vicino a Senago, raggiunse Antonia Maria di 8 anni e la trascinò nel bosco dove i contadini che la inseguivano la costrinsero a lasciare la preda ormai moribonda. Sul collo della bambina furono contate 45 ferite. Un testimone fornì questa descrizione dell’animale che suscitò molte perplessità nei funzionari pubblici e un grande terrore nei contadini: “lunghezza di due braccia circa, alta un braccio e mezzo come un vitello di ordinaria grandezza, con la testa simile a quella di un maiale, orecchie da cavallo, peli lunghi e folti sotto il mento come le capre ed il resto del corpo baio rossino sulla groppa e lungo di egual colore sotto la vita, con la coda lunga arricciata, zampe sottili ma larghe alle estremità con unghie lunghe, con un grosso petto che va restringendosi posteriormente.”

Due giorni dopo, il 3 agosto, la vittima fu Domenico Cattaneo di 13 anni ucciso nei pressi di Cesano Boscone; il 4 agosto, fu Giovanna Sada di 10 anni ad essere afferrata per la gola ad Arluno mentre era al pascolo ai margini di un bosco. Considerando la notevole distanza che c’è tra Arluno e Cesano Boscone, a questo punto si pensò che ci fossero addirittura due Bestie feroci.

Ormai tutta la città e il contado erano terrorizzati. A Milano non si parlava d’altro. Il 7 agosto anche la Municipalità di Milano volle fare qualcosa e decise di offrire “con le dovute cautele” fucili in prestito a chi avesse voluto cacciare la Bestia. Aggiunse altri 50 zecchini al premio offerto dal Governo.

Le campagne attorno a Milano, a questo punto, si popolarono di rumorose brigate di cacciatori che ricordavano, con il loro fracasso, le antiche Litanie Triduane in una versione più laica e moderna. Una di queste brigate, si racconta, il 10 agosto burlò un oste mangiando e bevendo allegramente e abbondantemente. Ad un certo punto uno di essi sbucato dal bosco gridò di aver visto la Bestia. Subito tutti balzarono in piedi, afferrarono i fucili e si dileguarono in un attimo dalla vista dell’oste e dal... conto.

Se i Milanesi avevano ancora voglia di fare scherzi, la Bestia invece non scherzava affatto. Il giorno dopo questo buffo episodio, l’11 agosto, alle 8 del mattino, Regina Mosca di 12 anni venne uccisa “in vicinanza di S. Siro fuori di Porta Vercellina, sotto la parrocchia di S. Pietro in Sala (oggi in piazza Wagner)”. Alle 23 dello stesso giorno, Dionigi Giussano di 12 anni fu aggredito e ferito a Boldinasco nella pieve di Trenno (oggi piazza Kennedy). Ormai la Bestia era sotto le mura di Milano. I rimedi finora adottati, le grandi battute di caccia, si erano dimostrati del tutto inefficaci. I cacciatori di professione, che provenivano da lontane vallate, se ne tornarono a casa delusi e le Autorità si misero in moto per cercare altre soluzioni mentre le uccisioni continuavano.

Il 16 agosto il conte di Kevenhüller scrisse al Magistrato Politico Camerale affermando che a suo avviso non si trattava di un lupo, che i cacciatori avevano fallito e quindi bisognava trovare qualche altro rimedio. Chiese una relazione su quanto era stato fatto fino a quel momento. Il funzionario che venne incaricato di far eseguire la “condanna a morte” della Bestia feroce fu lo stesso personaggio che trent’anni prima era stato osannato in tutto il mondo per il suo libro contro la pena di morte: Cesare Beccaria.

Il 20 agosto, Cesare Beccaria, vagliate le varie proposte presentate, e orientatosi verso l’antica soluzione delle trappole che da sempre erano state adottate per catturare i lupi, incaricò i sacerdoti Rapazzini e Comerio di seguire l’esecuzione un loro progetto che era risultato essere il più idoneo. Si trattava di una fossa circondata da una palizzata ovale con al centro un piccolo rialzo con un animale vivo legato. Il contratto con i due sacerdoti prevedeva che venissero predisposti a spese dello Stato 30 steccati o “giochi” secondo il loro progetto. Potevano crearne altri se volevano a loro spese e in questo caso avrebbero preso il premio del governo. Un avviso in questo senso venne affisso con la stessa data del 20 agosto.

Anche la Congregazione municipale di Milano si mise al lavoro, ma in tutt’altra direzione: pensò di rivolgersi agli Angeli e ai Santi. Il 18 agosto fece affiggere l’Avviso di un Triduo di preghiere in S. Maria delle Grazie per i giorni 19-20-21 agosto “attesa l’inefficacia dei mezzi umani finora adoperati per l’uccisione della Bestia feroce”. Fu proclamato lo stato di pubblica calamità. Alla vigilia dell’arrivo a Milano di Napoleone, e della profonda trasformazione dei costumi che ne seguì , si riaccendeva dunque la polemica tra Illuministi e Tradizionalisti. L’Anonimo estensore del Giornale, illuminista convinto, stigmatizzò l’operato delle autorità locali con queste parole:

“... al volgo contadino, inclinato al meraviglioso, e al poltrone, che ama meglio lassiar di sè la cura al cielo, che da sè stesso difendersi, destano il pensiero, che non una Bestia naturale questa sia, ma uno spirito infernale, o altroché d’analogo. Questa, comunque insensata, opinione si sparge, e v’ha sin chi dice averla trovata di notte in mezzo ad un bosco in figura di gentil donzella. A ciò danno peso, presso chi non ragiona, le preci pubblicamente contro la Fiera ordinate...” (pp. 17-18)

Questo atteggiamento della Municipalità aveva dalla sua una tradizione molto antica, quando molti santi erano preposti alla difesa dai lupi, come S. Defendente, S. Alessandro, S. Sebastiano, S. Giuliana e S. Elia. Nel 1777, pochi anni prima di questo evento, il prevosto di Primaluna aveva raccolto 189 lire tra gli abitanti della Valsassina da mandare a Roma al fine di ottenere dal papa una Bolla di scomunica contro i lupi.

Intanto i bambini continuavano ad essere assaliti e a morire in varie località fuori Milano: il 16 agosto alle 23 a Barlassina, Anna Maria Borghi di 13 anni; il 21 agosto presso Bareggio, Giuseppa Re di 13 anni; il 22 agosto a Terrazzano, la bambina Maria Antonia Rimoldi di Mazzo; il 2 settembre, Giovanna Bosone venne assalita, ma il fratello Gerolamo di 14 anni riuscì a liberarla in tempo. Ferita gravemente alla gola, venne curata grazie al chirurgo fornito da Pompeo Litta e guarì.

Il 13 settembre erano pronte 18 delle 30 trappole previste. Si stilò il rapporto sull’idoneità da parte dell’ispettore del Beccaria, che il giorno 17 dispose il pagamento ai sacerdoti delle spese sostenute. Il giorno dopo, in un campo detto la Crosazza della Pobbia fuori di Porta Vercellina, distante da Milano miglia 5 circa, un lupo cadde nella trappola. I contadini, sentendolo urlare, lo colpirono con sassi e pertiche e poi lo impiccarono con un cappio.

Iniziò un processo formale di riconoscimento che vide sfilare molti testimoni chiamati a osservare l’animale per capire se era veramente quello veduto da loro durante le drammatiche aggressioni: molti riconobbero nel lupo ucciso la Bestia feroce, alcuni invece affermarono che si trattava di un animale diverso. Il 4 ottobre venne stilata una Relazione che ammise l’identità del lupo con la Bestia feroce, ma con molte riserve, tanto che si proseguì comunque a realizzare le altre 13 fosse, che furono terminate il 30 ottobre. Soltanto il 24 dicembre Beccaria autorizzò l’esposizione al pubblico del lupo, debitamente imbalsamato, in una casa Agli scalini del Duomo (dov’è ora la Rinascente) dalle 9 alle 14 e dalle 17 alle 21. Il biglietto costava 10 soldi a persona e per i nobili ci si rimetteva alla loro discrezione. Nella primavera dell’anno seguente le fosse vennero smontate e rinchiuse. L’incubo era finito, ma solo il 18 gennaio 1794 la Municipalità riconobbe il premio di 50 zecchini ai due sacerdoti, che presero in seguito altri 12 zecchini vendendo il lupo al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia.

A dopo....
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Lupi Mannari 8 Anni 8 Mesi fa #3

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Interessante...

Dalle mie parti per molti anni si è creduto che in giro ci fosse un lupo mannaro..
Come hai detto anche tu Thaala, si crede in una malattia.

Qui dopo un pò si scoprii che il lupo mannaro esisteva, ma che era una semplice persona che soffriva d'asma, e di notte usciva per prendersi un pò d'aria fresca, durante la sua camminata notturna siccome non respirava bene, emanava dei versi quasi "mostruosi".
Il famoso "Lupnar" appunto il lupo mannaro.
1 vita tranq,in campagna.Cn la possibilità d aiutare le xsone ke nn sn abituate a ricevere.1 lavoro utile.Poi riposo,natura,musica,amore x il prox.Qst è la mia idea di felicità,ma prima d tt,tu x compagna,e dei figli.Cs può desiderare d+ il cuore d1 uomo?
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Lupi Mannari 8 Anni 4 Mesi fa #4

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Thala la tradizione italiana che dici è riferita sul fatto che i bambini che usurpavano il giorno sacro in cui era nato gesù (per l'appunto il 25 dicembre) sarebbero diventati col passare del tempo lupi mannari per il semplice motivo che non si poteva nascere nel giorno in cui era nato gesù . ma comunque è solo una superstizione senza fondamenti alla fine. io credo che sia più una malattia mentale, come si può provare con certi serial killer che credendosi lupi mannari attaccavano di notte (soprattutto con la luna piena) e dopo aver ucciso le proprie vittime infierivano sul corpo facendo atti di cannibalismo.
"per sommerlund e per i ramas"
banedon
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Lupi Mannari 8 Anni 4 Mesi fa #5

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anche perchè il 25 dicembre è la festa di Dio si...ma del dio sole...vabbe questa è un'altra faccenda... :ok:
"Basta poco a fare bella figura...Basta poco...Basta esser buoni la domenica mattina!!" V.Rossi
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Lupi Mannari 8 Anni 4 Mesi fa #6

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a parte che alla fine la chiesa ha preso in "consegna" molte festività pagane passandole per proprie alla fine
"per sommerlund e per i ramas"
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