26 giu 2007
Psicoscopia PDF Stampa E-mail
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martedì 26 giugno 2007

Fenomeno che permette ad un sensitivo che entra in contatto tattile con un oggetto, di percepirne la storia e gli eventi a cui è stato presente: quindi è sempre un fenomeno di retrocognizione ove l'oggetto in questione rappresenta un oggetto induttore.
Deriva dal greco psychè = anima - psiche e da skopèin = vedere ed è stata introdotta in sostituzione del termine psicometria risalente al 1842.
Il fenomeno fu scoperto per caso nel 1840 dal neurologo Joseph Rhodes fautore della frase "Il passato è rinchiuso nel presente...".
Il Rhodes scrisse anche alcune opere sull'argomento che attrassero l'attenzione di un geologo di Boston, il prof. William Denton che unì le teorie del Rhodes con ciò che accadeva alla moglie quando si trovava in contatto con vari minerali. La donna infatti, al contatto con questi minerali presentava una sensitività che le permetteva di ricostruire fenomeni geologi nei quali erano stati coinvolti i minerali che aveva dinanzi.
In Italia esperimenti sulla psicoscopia vennero condotti dal prof. Francesco Egidi e dal dott. Piero Cassoli.

Un posto d'onore è occupato dalla cosiddetta piscoscopia d'ambiente, dove l'oggetto induttore è l'intero ambiente in cui si ritrova il medium.
Facili gli esempi come i nitriti di cavalli e i frastuoni di guerra che ancora qualche sensitivo ode sul campo di battaglia di Maratona.
Tantissime ipotesi sono state avanzate ma normalmente poi si ritorna sempre alla teoria dell'impregnazione per poi scarlarla.
Altre teorie meno accreditate sono un contatto telepatico tra il sensitivo e qualcuno che anche se non presente all'esperimento, conosce la storia dell'oggetto induttore, o ancora ad una memoria universale, all'inconscio collettivo, al serbatoio cosmico, etc.

 
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